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Arrivate anche dalla Nuova Zelanda le Lambda per il raduno in Valsesia

16 September 2016
di Umberto Lacchetti
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    Ben 58 esemplari, di cui tredici provenienti dall’Italia e altri perfino dall’Oceania. Le vere Lancia non smettono di affascinare gli appassionati e di… andare per le strade del mondo - Foto Simona Cavallari

    Arrivate anche dalla Nuova Zelanda le Lambda per il raduno in Valsesia

    Sono passati 95 anni da quando la Lancia avviò la produzione della Lambda: un’auto avveniristica sotto tutti gli aspetti. Basti ricordare che è stata la prima automobile al mondo ad adottare la scocca portante; per non dire delle sospensioni anteriori a ruote indipendenti, della trasmissione inscatolata nel tunnel, del baule posteriore ricavato nella scocca. I motori erano gli inediti quattro cilindri a V stretto, con cilindrata tra 2.200 e 2.500 cc a seconda della versione, uno schema poi adottato dalla Lancia fino agli anni ‘70. La linea poi era di indubbia eleganza. Insomma, è stata un’automobile che ha segnato un’epoca. Non c’è da stupirsi quindi che ancora oggi le Lambda abbiano schiere di ammiratori, tanto meno che questi ultimi si ritrovino a raduno, e con una quantità notevole di esemplari.

    Il club internazionale Amici della Lambda e il Registro Italiano Lambda, in collaborazione con il locale Valsesia Lancia Story, ne hanno organizzato uno sabato 3 e domenica 4 settembre a Varallo Sesia (VC) e dintorni, a cui hanno partecipato ben 58 esemplari, come ci ha raccontato il presidente del club, Graziano Maurelli. Di queste, tredici erano “italiane”; ma l’evento ha richiamato appassionati da diverse nazioni europee e perfino dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Non c’è da meravigliarsi: ai tempi la Lambda era esportata ed ha sempre avuto parecchi estimatori all’estero. Stupisce piuttosto che queste vetture, che sfiorano i cent’anni, viaggino ancora nel traffico odierno: al raduno di Varallo sono arrivate infatti in gran parte sulle loro ruote. E non solo: giovedì, alla vigilia del raduno, gli appassionati proprietari di Lambda si erano dati appuntamento sul colle del Moncenisio, dove nel 1921 Vincenzo Lancia aveva voluto collaudarle. Il fondatore della Lancia le voleva capaci di superare agilmente le salite alpine. Un paio d’anni dopo, le Lambda erano pronte per essere lanciate sul mercato.

    Nella giornata di venerdì si scorgevano le Lambda percorrere alla spicciolata la Valsesia, con meta Varallo. Il giorno successivo è iniziato il raduno ufficiale, con un programma piuttosto nutrito. Ritrovo nella piazza centrale di Varallo, esposizione delle auto e poi partenza per Fobello, a quota 900 metri, percorrendo la mitica Via Lancia, la strada che in una ventina di chilometri collega la Valsesia con la località natia del fondatore della Casa. Una località suggestiva, contornata dalla frescura dei monti. Qui c’è la nota Villa Lancia con annesso museo, meta di pellegrinaggio per gli appassionati del marchio e dove gli equipaggi sono stati ospitati, alla presenza anche di alcuni esponenti della famiglia Lancia.

    Nel tardo pomeriggio le Lambda hanno fatto ritorno a Varallo, alcune si sono radunate nella piazza centrale della cittadina, gremita di gente che si avvicinava per ammirare le vetture. Domenica mattina gli appassionati hanno messo in esposizione le Lambda nel Piazzale Vincenzo Lancia di Varallo, a fianco della stazione ferroviaria. Qui si è potuto assistere ad un singolare abbinamento di eventi: il contemporaneo festeggiamento dei 130 anni della ferrovia Novara-Varallo. Per l’occasione alcuni treni a vapore degli anni Venti e Trenta sono arrivati fra uno sbuffo e l’altro con tanto di vagoni e passeggeri. Un vero tuffo nel passato con protagonista l’accoppiata di auto e treno. Per le Lancia Lambda, la giornata si è conclusa sul Sacro Monte, in cima all’altura rocciosa che sovrasta Varallo.  

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