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Face-off: i 50 anni della Citroën Méhari

6 June 2018
a cura della Redazione
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    La versatilità della carrozzeria in plastica permise alla vetturetta realizzata sulla base della furgonetta AK
    di assolvere agli usi più disparati: divertimento, fuoristrada 4x4 per esercito e soccorso, mezzo da lavoro. E diventò un’icona

    Da pick-up a berlina 4 posti
    Quando in Citroën immaginarono la Méhari, pensarono a una vettura adatta a tutto, dal divertimento al trasporto di cose o attrezzi da lavoro. Pensata sulle misure della piattaforma AK (la stessa del veicolo commerciale su base 2CV) fu di base una cabriolet a due porte e due o quattro posti. Si poteva montare anche un tettuccio in tela che creava un abitacolo per i passeggeri anteriori e all’occorrenza si poteva estendere ottenendo una berlina a quattro posti.
    Nel mezzo, aveva numerose combinazioni con porte in tela o rigide, pannellature laterali in tela o anche carrozzerie in plastica rigida totalmente modulabile. La Méhari poteva fare tutto, ovunque, con qualunque tempo, con passeggeri o con il solo guidatore, su strada asfaltata, su sterrato o… anche in mancanza di una strada!

    Méhari 4x4: la trazione integrale secondo Citroën
    La leggerezza della Méhari (poco più di 550 kg) unita a pneumatici M+S 135-15” le consentiva di muoversi su qualsiasi terreno a scarsa aderenza. Tuttavia fu equipaggiata anche con la trazione integrale, nel 1979. Prima di lei, nel 1958, Citroën aveva prodotto la 2CV 4x4, detta anche “Sahara”.
    Era una 2CV molto speciale, con due motori, uno davanti e uno dietro, che muoveva le ruote posteriori. Una frizione centrifuga sul motore posteriore permetteva di controllare la trazione sotto i mille giri al minuto, disinserendo il secondo motore.
    Per la Méhari 4x4, Citroën usò un sistema più tradizionale vista la potenza del motore quasi doppia rispetto a quello della 2CV (che era in versione 435 cc), con un albero collegato al cambio che azionava un differenziale collegato alle due ruote posteriori, equipaggiate con freni a disco analoghi a quelli anteriori. La trazione posteriore era inseribile a comando e c’era anche il riduttore.
    Il peso aumentava a 715 kg, a pieno carico addirittura 1115 kg, con un carico utile di 400 kg.
    La Méhari 4x4 fu usata soprattutto per scopi militari, ma non soltanto…

    La Méhari auto medica alla Parigi-Dakar
    Nell’autunno del 1979, l’ex pilota francese Thierry Sabine, organizzatore dall’anno precedente della celebre Parigi-Dakar, partì dalla capitale francese con una CX e tre Méhari 4x4 per effettuare il viaggio di ricognizione per l’edizione 1980 del massacrante rally africano.
    La prima sensazione che suscitarono nel pubblico le piccole Méhari “Médicale” al fianco dei mostruosi 4x4 iscritti alla gara fu d’ilarità: lo stesso Wolgensinger, Direttore della Comunicazione Citroën, rispondendo un giornalista disse: “Potevamo scegliere se far somigliare il nostro 4x4 ad un bulldozer o ad un tosaerba, abbiamo scelto questa seconda soluzione”.
    Wolgensinger scherzava sapendo il fatto suo: quando i grossi fuoristrada americani o giapponesi si insabbiavano o si ribaltavano giù per le dune, le Méhari 4x4 arrivavano ovunque senza difficoltà e si prendevano cura dei feriti, trasportandoli rapidamente verso i punti di assistenza o le piazzole degli elicotteri; tanto rapidamente che capitò che superassero alcuni i veicoli in corsa!
    www.citroen.it

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