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Capri 1300, coupé da famiglia

8 agosto 2017
di Umberto Lacchetti
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  • 1/23 La linea della Capri è filante e sportiva
    Sportiva solo nell'immagine e di grande taglia, è adatta anche alle esigenze familiari.
    La longevità del progetto, dal '69 all'86, la dice lunga sulla bontà e sulla riuscita estetica del modello Ford

    Foto Simona Cavallari

    È la declinazione europea dell’americana Ford Mustang. Al salone di Bruxelles del gennaio 1969 Ford Europa presenta il nuovo modello, una coupé fastback dal prezzo accessibile e dalla linea innovativa.
    Il cofano imponente ed allungato, l’abitacolo arretrato con il padiglione che scende raccordandosi con la coda corta e tondeggiante, l’abitabilità adatta al trasporto di quattro persone più bagagli: in breve, coniugare la sportività con le esigenze familiari, questo è il tratto caratteristico della Ford Capri.
    La filiale tedesca di Colonia e quella inglese di Dagenham hanno contribuito alla sua elaborazione dando una certa impronta europea alla esuberante coupé americana a cui si ispira.
    Altra caratteristica della Capri: una gamma molto ampia, in grado di soddisfare tanto chi ama la guida tranquilla quanto chi desidera una vera sportiva con tanti Cv. Ford riesce a fare questo tenendo presente le economie di scala e i costi di produzione.
    Negli stabilimenti di Colonia e di Halewood, dove la Capri è prodotta, si fa ampio uso di componenti di serie di vetture già presenti sul mercato. A cominciare dai motori. I propulsori che equipaggiano le Capri prodotte in Germania (e destinate all’Europa continentale) sono gli stessi delle tedesche 12M, 15M, 17M, 20M: cioè i quattro cilindri a V di milletre, millecinque e millesette cc, e i sei cilindri a V di duemila e duemilatre cc. Mentre in Inghilterra le Capri montano i quattro cilindri in linea della Cortina o i 6V di 3000 cc. Sono motori che brillano soprattutto per affidabilità.
    Sul mercato italiano le Capri arrivano con le motorizzazioni tedesche, con potenze contenute fra i 65 Cv-Sae della 1.3 e i 126 Cv- Sae (o 148 Cv-Sae in alternativa) della 2300 GT. La preferita da noi era come prevedibile la “milletre”: era comunque appagante il fatto di sentirsi alla guida di questa elegante e poderosa coupé stile Mustang. A molti questo poteva bastare.

    Meccanica affidabile

    Sotto l’aspetto meccanico, l’impostazione della Capri è tradizionale. I motori sono ad aste e bilancieri con albero a camme centrale, collocati davanti in posizione longitudinale, mentre la trazione è posteriore. Dietro troviamo il classico assale rigido con balestre, con i puntoni longitudinali che ancorano il ponte alla scocca; all’avantreno le sospensioni adottano lo schema McPherson già presente sulle Escort.
    Uno schema collaudato, Ford punta sull’affidabilità ed economia costruttiva. Il peso non eccessivo delle Capri (a vuoto è inferiore ai 1000 kg) consente alle cilindrate più piccole di muoversi dignitosamente, ma nulla più. L’impianto frenante è misto con dischi davanti e tamburi dietro, il servofreno è a richiesta (di serie sulle “GT”, cioè le Capri con cilindrate da 1700 cc in su). Per tutte le versioni il cambio è a quattro marce sincronizzate più retromarcia. Le finiture sono di buon livello nonostante l’impostazione economica. La strumentazione è insufficiente sulle piccole cilindrate, adeguata invece nelle GT.

    Monoalbero

    Dopo l’agosto 1972 la Capri beneficia di alcuni aggiornamenti. La novità più importante è l’abbandono dei motori a quattro cilindri a V ad aste e bilancieri, per far posto ai più moderni quattro cilindri in linea monoalbero. Diversa anche la gamma delle cilindrate: oltre al milletre (con potenza che sale a 59 Cv-Din) sono disponibili due 1600: uno da 72 Cv-Din e uno (versione GT) da 88 Cv-Din, tutti a quattro cilindri in linea.
    In alternativa, per chi desidera elevate prestazioni, la Casa mette a disposizione un V6 da 3000 cc da 140 Cv-Din, capace di spingere la vettura fino al limite dei 200 km/h. Questa Capri rinnovata è riconoscibile per i proiettori anteriori rettangolari di dimensioni maggiori e i gruppi ottici posteriori raddoppiati (sopra, le luci di direzione e retromarcia; sotto, le luci di posizione e arresto).
    Dopo aver venduto oltre un milione di esemplari di Capri, nel 1974 Ford presenta la Mk2, che mantiene la stessa impostazione della prima e rimarrà in produzione fino al ’78; seguirà una terza serie che arriverà fino al 1986. Una longevità che la dice lunga sulla bontà del progetto e sulla riuscita estetica del modello.

    L'articolo completo è stato pubblicato su Automobilismo d'Epoca - luglio 2017

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