La cartina dei “bolli” per le ventennali in Italia

10 giugno 2017
a cura della Redazione
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    Nella confusione generale, si sono create quattro diverse “aree” con casistica differente.
    La Provincia Autonoma di Trento ha vinto nel ricorso alla Consulta promosso dal Governo

    Ogni mese arrivano in redazione lettere e telefonate di appassionati che chiedono di sapere se devono pagare il bollo della loro auto ventennale, oppure no.
    Con la collaborazione del RIVS cerchiamo di mettere la parola fine a questa questione (nche se possono sempre esserci novità, l’ultima è di poche settimane fa, che aggiorna anche lo schema che qui pubblichiamo, relativamente alla Provincia di Trento).
    Quello del “bollo” è soltanto un aspetto del più ampio problema relativo al settore del motorismo storico, che in Italia non è organizzato a dovere.
    Di cosa ci sarebbe effettivamente bisogno?
    La risposta è semplice: di una legge seria e di liberalizzazione per migliorare e diversificare i servizi offerti. Non perché lo diciamo noi, ma perché stiamo parlando di parecchie centinaia di migliaia di persone; numeri che dicono che l’argomento è degno di essere considerato “politico”.

    Tornando alla tassa comunemente definita “bollo, la situazione è riassunta nei seguenti punti.

    1. Agevolazioni fiscali per le ventennali: dal gennaio 2015 le agevolazioni fiscali per le ventennali sono state eliminate dallo Stato. Quindi la tessera degli enti “riconosciuti”, dopo la decadenza di alcuni commi della 342/200, diventa inutile ai fini delle predette agevolazioni non più in vigore.
    2. Situazione aggiornata delle varie leggi regionali: a. nel 2015 erano operative le leggi regionali di Piemonte, Lombardia, Veneto (dal 27/4/15), Emilia Romagna, Umbria e Basilicata (per un breve periodo), province di Trento e Bolzano. b. Nel 2016 erano attive le leggi regionali di: Emilia Romagna e Lombardia (contro queste due regioni, unitamente alla provincia di Bolzano, lo Stato non ha opposto ricorso e quindi le rispettive leggi regionali sono tuttora operative), Veneto (fino ad ottobre), provincia di Trento (sub judice, la Corte Costituzionale si è riunita il 21 marzo per discutere il ricorso statale), Sicilia (sub judice, la Corte Costituzionale si è riunita il 4 aprile per discutere il ricorso statale). La regione Piemonte ha invece deciso autonomamente di annullare la propria legge regionale adeguandosi alla volontà statale.
    3. Ricorsi Statali. Il Governo ha opposto ricorso contro alcune regioni e province autonome e la Corte Costituzionale si è espressa cassando le Leggi di Umbria, Basilicata e Veneto, mentre si è ancora in attesa della decisione della Corte Costituzionale per la Regione Sicilia e la provincia di Trento, che non arriverà prima di un mese almeno.
    4. Leggi in vigore nel 2017. Come detto, fatte salve le amministrazioni che concedono il 10% di sconto, attualmente sono solo tre le amministrazioni con una legge diversa da quella statale e sono sicure di poterle mantenere: Emilia Romagna, Lombardia e provincia di Bolzano

    Il “caso” della Lombardia
    La regione Lombardia, in realtà, merita un approfondimento. Prima dell’entrata in vigore dalla finanziaria 2015 che ha eliminato le agevolazioni per le “youngtimer”, la Regione aveva in essere una legge che concedeva l’esenzione fiscale a tutti i possessori di veicoli over 20. Ebbene, non è così peregrino sostenere che tale esenzione sia ancora in vigore, dal momento che è stata modificata ad inizio 2015, restringendo teoricamente l’esenzione ai soli veicoli certificati ASI, attraverso una deliberazione di giunta. Chi mastica di giurisprudenza, sa bene che un atto di giunta non può ritenersi valido, né men che meno operativo, nell’ambito che abbiamo appena descritto (per modificare una legge regionale l’iter è diverso): da quì nasce il ragionamento dei giuristi interpellati dal RIVS, che asseriscono che la legge regionale della Lombardia è da ritenersi estesa a tutti i possessori di ventennali e non ai soli soci ASI.

    Attenzione a pagare un bollo ridotto
    Quali scenari si prospettano quindi per le nostre amate youngtimer? Partiamo da un concetto basilare: l’iscrizione ASI ed FMI non consente più, già dall’inizio del 2015, di ottenere le agevolazioni fiscali (bollo ridotto) in quasi tutte le regioni italiane (e in quelle rimaste, come detto, la situazione non è chiara). Purtroppo moltissimi appassionati, tratti in errore dal susseguirsi frenetico degli eventi, nei quali gli stessi media di settore hanno fatto fatica a barcamenarsi, hanno continuato a pagare il bollo ridotto pensando di essere nel giusto: ora questi stessi appassionati si ritrovano con pesanti cartelle esattoriali che chiedono loro di pagare i bolli arretrati per intero coi relativi interessi di mora.
    RIVS in questi due anni, come sta facendo dal 1999, unitamente a molti altri che operano nel settore, ha battuto ogni strada percorribile per ottenere risposte positive da governo e regioni, al fine di ripristinare –migliorandola- la legge che prevedeva le esenzioni per le ventennali. Continuiamo su questa strada, nella speranza che il DDL relativo al nuovo Codice della Strada, sappia darci le risposte che cerchiamo, magari ponendo un’attenzione particolare ai giovani, perché senza il ricambio generazionale, il motorismo storico è destinato all’oblio.

    Tre Club ricevuti dal governo
    A margine di questo argomento, pubblichiamo di seguito il comunicato stampa emesso ieri l’altro, giovedì 8 giugno, relativo a un importante incontro con il governo a Roma, con tema l’auto storica.
    Su iniziativa della Federazione Veicoli d’Epoca, si è svolto il 6 giugno scorso, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un incontro preliminare allo scopo di gettare le basi per la convocazione di un Tavolo Tecnico per affrontare e discutere le tematiche relative al mondo dei veicoli di interesse storico. Incontro che segue tutta una serie di altri colloqui tenutisi sul territorio e a livello centrale, che insiste sulla linea portata avanti da circa vent’anni dai registri in oggetto, e intensificatasi in particolar modo negli ultimi tre anni per i motivi di cui tutti sono a conoscenza.
    Introdotti dal sen. Claudio Moscardelli, i presidenti della Associazione Amatori Veicoli Storici (A.A.V.S.), della Federazione Veicoli d’Epoca (FVE) e del Registro Italiano Veicoli Storici (RIVS) sono stati ricevuti dal dott. Maurizio Battini, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Graziano Delrio.
    I rappresentanti dei tre enti hanno avuto l’opportunità di apprezzare l’interesse per l’argomento dimostrato tanto dal sen. Moscardelli quanto dal dott. Battini e hanno in particolare richiamato l’attenzione degli interlocutori sulla definizione “indiretta” di veicolo storico riportata nell’Art. 60 del C.d.S., suggerendo che questa venisse sostituita con la definizione FIVA, adottata dalla Commissione Europea e nella maggior parte dei 65 Paesi membri delle FIVA.
    Il dott. Battini ha ascoltato con molta attenzione le relazioni dei tre presidenti, che hanno altresì posto l’accento sulla improprietà della definizione contenuta nel C.d.S., sulla quale, tra l’altro, la Corte di Cassazione ha avanzato perfino il sospetto di incostituzionalità ed ha invitato tutti i partecipanti a fornirgli suggerimenti concreti sia per quanto riguarda la definizione di veicolo storico che per i molteplici aspetti di criticità dell’impianto legislativo.
    La partecipazione comune a questo incontro rappresenta un positivo esempio di collaborazione tra enti che, sia pure con identità e finalità diverse, riuniscono le loro energie per raggiungere un obiettivo di comune interesse quale il riassetto della legislazione nell’ambito dei veicoli di interesse storico.

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