La "Bestia" di John Dodd: motore d’aereo e… un’Estasi di troppo

22 dicembre 2016
a cura della Redazione
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    John Dodd è un estroso esperto di trasmissioni. Negli anni ’70 gira per l’Europa con quest’auto a motore Merlin e la “Spirit of Ecstasy” sul muso. Alla Rolls-Royce la cosa non piace granché…
     

    ​Negli anni ‘70, quando la fantasia era al potere, per le strade di Londra girava una macchina con un motore Merlin aeronautico da 27 litri e 1000 CV (quello dello Spitfire, per intenderci); la cosa più fantasiosa però non era questa, né che la vettura avesse la carrozzeria in fibra di vetro, e nemmeno che fosse stata costruita negli anni ’60 da tale Paul Jameson, il quale poi la vendette, senza la carrozzeria, al signor John Dodd, specialista in trasmissioni della ditta Epsom Automatic Transmission. Il signor Jameson non era stato in grado di accoppiare un cambio a cotanto motore, né di costruire la scocca. La fantasia stava però in un altro elemento: John Dodd, ispirato dal fatto che il marchio Merlin fosse di proprietà della Rolls-Royce, montò una calandra di quest’ultima, con tanto di Spirit of Ecstasy sul “muso” della vettura la cui linea era ispirata a quella di una Ford Capri. Non una cosa che a Crewe potessero accettare a cuor leggero, data la gelosia per i suoi simboli e la determinazione con cui li aveva sempre difesi (e li difende tuttora). Se poi “la Bestia”, come la chiamò Dodd, fosse rimasta chiusa in garage o si fosse limitata a brevi giretti domenicali, magari non si sarebbe stuzzicata la suscettibilità degli inglesi. Invece un giorno, su un’autostrada tedesca, il proprietario di una Porsche 911 si vide superare in tromba da un fulmine giallo con la calandra Rolls-Royce; ed essendo un vero appassionato, il giorno dopo chiamò in Rolls-Royce per chiedere notizie del loro “nuovo modello”.
    A quel punto si scatenò una questione giudiziaria con risvolti comici: Dodd fu citato in giudizio per uso illegale del marchio Rolls-Royce e si presentò fuori dalla corte con la macchina. La parcheggiò dove i rappresentanti della Casa avevano parcheggiato la loro Silver Spirit con targa RR1, e dove non era permesso; ma, mentre questi ultimi furono invitati a spostare la loro Rolls, la “Bestia” rimase lì per la gioia dei curiosi. Ricorda Dodd: “Usciti dal tribunale, il mio avvocato si licenziò perché secondo lui stavo ridicolizzando la Corte. Poi mi disse di non toccare la macchina perché altrimenti mi sarebbe stata confiscata e non l’avrei più avuta indietro. Così il giorno dopo andai in tribunale a cavallo, insieme alla mia famiglia”.
    Dodd alla fine perse la causa, e non soltanto: fu condannato per oltraggio alla corte, motivo per cui perse quasi tutto, compresa la casa. Ma non si perse d’animo: cambiò vita e si trasferì in Spagna, dove “imparai a fare cose che altrimenti non avrei mai fatto in vita mia, come windsurf e moto d’acqua”.
    Oggi, a 84 anni, vive a Malaga dove lavora ancora sui cambi di Bentley e Rolls-Royce. La “Bestia”, che è entrata nel frattempo nel Guinness dei primati come l’auto stradale più potente del mondo, è diventata una sorta di idolo locale e Dodd la usa ancora per brevi tragitti: “È viva e vegeta: la porto ancora a spasso ma faccio poca strada perché fa due miglia con un gallone di carburante e la BP non mi paga più il conto del distributore!”. Sulla calandra, adesso, ci sono le sue iniziali...

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