x

Sempre in contatto con la tua passione?

Iscriviti alla newsletter

Settant’anni fa, nella vecchia segheria…

31 dicembre 2017
a cura della Redazione
  • Salva
  • Condividi
  • 1/5 La segheria di Gmund, prima sede della Porsche, in una foto d'epoca.
    Nel 2018 si festeggerà la ricorrenza della nascita della Porsche. Che ebbe la sua prima officina
    in una ex-fabbrica per la lavorazione del legno, in una sperduta valle della Carinzia, in Austria

    Ancora oggi si definiscono “Gmünd” i primi esemplari, una cinquantina, dal nome del paese austriaco dove nacquero, fra il 1948 e il 1949 con il motore derivato Volkswagen, il telaio in lamiera e la carrozzeria in alluminio. Furono le prime automobili di un Costruttore il cui nome certo era già ben noto (aveva progettato il Maggiolino e le Auto Union da Grand Prix anni ’30), ma tra progettare e costruire in proprio c’era una bella differenza. Tanto più in un periodo difficile come i primi anni dopo la guerra.
    La veste aerodinamica di quella che poi sarà nota come “356” esaltò le doti del propulsore e presto l’ex segheria di Gmünd non riuscì più a far fronte alle richieste. Perciò, Ferry Porsche prese in affitto uno stanzone nella carrozzeria Reutter a Stoccarda-Züffenhausen e iniziò la costruzione in serie con criteri industriali. L’acciaio sostituì l’alluminio nella scocca ridisegnata tenendo presente la minor duttilità del materiale. La linea divenne meno morbida, il Cx perse qualche punto, il peso aumentò, ma la produzione divenne più rapida. Il 21 marzo 1951 si festeggiò la 500ª vettura, poco dopo debuttarono i tamburi dei freni in alluminio, gli ammortizzatori telescopici sull’asse posteriore e le opzioni del volante arretrato e del motore 1300 (Typ 506).
    Il 28 agosto si festeggiò la millesima 356 mentre si completava il trasferimento della produzione nello stabile di fronte alla Reutter, tornato nella disponibilità dei Porsche dopo le vicissitudini della guerra. Intanto le 356 si facevano onore nelle corse. Fra le vittorie di classe ricordiamo quella dell’importatore francese nella 24 Ore di Le Mans e quella di Max Hoffman il 28 ottobre sul Mont Equinox (Vermont, USA) non perché fosse una gara importante, ma perché Hoffman era l’importatore americano e contribuì al grande successo delle 356 negli Stati Uniti.
    Con una velocità di molto superiore a quella, di per sé elevata, delle sue vetture, la Porsche entrò rapidamente nella storia, per diventare un mito per milioni di appassionati nel mondo e la potenza industriale che oggi tutti conosciamo.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Sposta