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Ritorno alla luce: il restauro dei fari

1 February 2016
a cura della Redazione
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    Fari vecchi? Gruppi ottici ossidati dall’umidità o ingialliti dal tempo? Ecco qualche consiglio sulla manutenzione di questi componenti fondamentali per la sicurezza.

    Ritorno alla luce: il restauro dei fari

    Anche i fari invecchiano: infiltrazioni di umidità, l’alterazione dei materiali e l’alternarsi di riscaldamento e di raffreddamento fanno decadere inesorabilmente le loro capacità di illuminazione. Porre rimedio, se la vettura ancora non è ancora troppo avanti con gli anni, è piuttosto semplice: basta recarsi da un ricambista o spulciare i banchi vendita delle mo stre scambio. Nel caso di un’auto più datata o di un modello particolarmente raro, invece, il ricambio non è sempre così facile da reperire: Non solo: anche ammesso che lo si trovi, non è detto che dopo aver riposato per qualche decennio in un magazzino sia ancora in grado di fornire una resa realmente migliore di quello che deve sostituire. In casi del genere, per di più, il suo prezzo solitamente lievita a livelli non sempre sostenibili. Infine, c’è un altro aspetto da non sottovalutare: il desiderio di conservare sull’auto il particolare originale.  

    TUTTO COMINCIÒ CON UNA 130 COUPÉ
    E allora, che fare? Quando neppure un accurato lavaggio della parabola sortisce l’effetto sperato, è possibile ricostruire lo strato riflettente della parabola originale attraverso il procedimento Vaquarz effettuato dall’appassionato fiorentino Geri Casini: quasi un oculista dell’auto d’epoca, che ha iniziato a intervenire per propria necessità, quando a fine anni 80 si sentì chiedere la bellezza di 600.000 lire per una coppia di gruppi ottici di una Fiat 130 Coupé (i primi fari quadrati realizzati dalla Carello) acquistata per 6 milioni di lire. Insomma, un decimo tondo tondo del prezzo della vettura intera… Quello stesso giorno, Geri Casini decise di darsi da fare in proprio contattando la stessa Carello che, all’epoca, stava iniziando a realizzare le parabole dei fari con il sistema della deposizione tramite vaporizzazione dell’alluminio, tuttora utilizzato dai grandi costruttori. Grazie a questo sistema era possibile rigenerare parabole usate. Una volta risolto il proprio problema l’appassionato toscano pensò a quante altre persone avrebbero potuto trovarsi nei suoi panni e decise di mettere a disposizione anche degli altri la propria esperienza. 

    Con un po’ di pubblicità e, soprattutto, grazie al passaparola il giro si è allargato fino ad arrivare alle circa 20 parabole al mese trattate attualmente. Volumi di lavoro del tutto artigianali, come si vede, che però vengono eseguiti appoggiandosi a una struttura fornita di impianti tecnologici d’avanguardia. Con il sistema Vaquarz è possibile rigenerare parabole sia in metallo sia in plastica: ovviamente le prime rappresentano, per motivi anagrafici, la quasi totalità delle parabole che vengono restaurate, sia per la loro maggiore difficoltà di reperimento sul mercato del ricambio, sia per il loro prezzo d’acquisto solitamente più alto dei 65 euro (un prezzo uguale per tutte, tranne casi molto particolari) a parabola richiesti per effettuare il trattamento. Nel caso delle parabole in plastica, sia per reperibilità sia per costi, può risultare invece più semplice e vantaggioso rivolgersi al ricambista.

     

    FASE INIZIALE
    L’operazione più difficile di tutto il procedimento di rigenerazione riguarda la fase iniziale, cioè la separazione della parabola dal vetro del faro. La tecnica più semplice per eseguire questa operazione è quella di scaldare lentamente, con le pistole termiche di cui sono dotati i carrozzieri, la parte metallica in modo che questa trasmetta il calore al vetro passando per il collante che, sotto l’azione del calore, si ammorbidisce; a questo punto si può intervenire con una spatola e con molta delicatezza si possono separare le due parti. In caso di collanti particolarmente efficaci si può mettere il faro a bagno in una soluzione di acetone. I problemi possono sorgere anche nel caso di un particolare assemblaggio del faro, in cui il bordo metallico della parabola è ripiegato sulla parte in vetro: in questo caso non rimane che intervenire con una pinzetta usando la massima delicatezza. Molto più semplice, invece, l’operazione di incollaggio tra vetro e parabola una volta eseguito il trattamento: è sufficiente stendere uno strato di silicone sigillante sul bordo del vetro e appoggiarvi sopra la parabola.

    Nel caso di parabole particolarmente compromesse dal tempo e che, magari, presentino addirittura qualche piccolo forellino (del diametro massimo di una sigaretta circa), si può intervenire facendo preventivamente riempire da un buon carrozziere la parte forata con stucco metallico che, una volta lisciato con cura, potrà essere sottoposto al trattamento Vaquarz con un ottimo risultato finale. Una volta ottenuto il distacco della parabola dal vetro si passa al trattamento vero e proprio. Per prima cosa la parabola in metallo (questa fase non riguarda quelle in plastica) viene sabbiata per rimuovere ogni residuo della precedente patina riflettente, quindi sulla sua superficie viene applicato uno strato protettivo di primer che ha la caratteristica di resistere fino a una temperatura di 200°, quanto basta a non risentire del calore emanato dalla lampada, e successivamente viene accuratamente sgrassata con un procedimento a ultrasuoni. A questo le parabole vengono collocate dentro autoclavi a tenuta stagna, all’interno delle quali vengono collocati due poli elettrici opposti collegati tra loro con sottilissimi filamenti di alluminio puro. Quindi, ottenuto il vuoto atmosferico all’interno delle autoclavi, i filamenti di alluminio vengono attraversati da un flusso di corrente elettrica che li porta a una temperatura di circa 990°: sotto l’azione del calore l’alluminio, nell’atmosfera sotto vuoto dell’autoclave, si nebulizza e si va a depositare in modo uniforme sulle parabole. Una volta che le parabole sono state estratte dalle autoclavi, il delicatissimo film di alluminio, dello spessore di circa 35 micron, viene stabilizzato con l’applicazione di prodotti chimici, lucidato e ricoperto di vernice trasparente protettiva, che svolge la duplice funzione di impermeabilizzare il tutto e difendere la parabola dalla successiva ossidazione. L’intervento è quasi ultimato: per stabilizzare il tutto la parabola viene messa in forno a circa 200° (la temperatura sarà ovviamente inferiore per le parabole in plastica).

    L’intero procedimento di ricondizionamento, dalla data di ricevimento delle parabole alla successiva spedizione, richiede in genere un tempo piuttosto breve: in media un paio di settimane. Dopodiché, la vettura potrà tornare a esibire fari al di sopra di ogni critica.


    Contatti:
    Geri Casini
    Viale Palmiro Togliatti, 178 - 50019 Sesto Fiorentino (FI)
    Tel. 055-42.156.23 o 339-34.709.23.

     

     

     

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