a cura della Redazione - 01 June 2021

Il posto di Alberto Ascari

Nel 1955 “Ciccio” aveva vinto il GP del Valentino su Lancia D50. La sua piazzola di partenza è un piccolo grande monumento del Parco della città, ora restaurato e portato alla giusta dignità

Il Gran Premio del Valentino del 1955 partì di fronte al Castello omonimo a Torino e Alberto Ascari vinse completando i 90 giri previsti in due ore e 40 minuti, alla media di 140 km/h. A ricordo di questa impresa venne allora incastonata nell’asfalto la piazzola in marmo, che riporta il nome del pilota e il suo numero di gara, il 6, proprio in corrispondenza del punto occupato dalla D50 del pilota milanese sulla griglia di partenza.

Nello svolgere la sua missione mirata al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico dei marchi automobilistici Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia, il dipartimento Heritage ha sempre lavorato in stretto contatto con Enti e Associazioni internazionali, nazionali e locali.

Nell’ambito di queste collaborazioni si inserisce la decisione di “rimettere in campo” uno dei gioielli più preziosi della collezione Heritage, la Lancia D50 del 1954 che oggi è stata l’ospite d’onore di un importante evento organizzato nel Parco del Valentino, nei pressi dell’attuale Facoltà di Architettura. L’Associazione ARTES-APS, votata al recupero e restauro del patrimonio storico ed artistico della città di Torino, ha infatti inaugurato la piazzola di partenza dedicata ad Alberto Ascari, uno dei più grandi piloti della storia, che è stata protagonista di un significativo intervento di restauro a cura dell’Associazione stessa.

La presenza della storica monoposto di Formula 1 ha avuto una forte connotazione simbolica perché, nel marzo del 1955, Alberto Ascari conquistò la vittoria nel VII ed ultimo GP del Valentino proprio a bordo di una Lancia D50. La vettura da competizione, costruita in soli 8 esemplari, era davvero innovativa per l’epoca. Progettata dal geniale Vittorio Jano, era dotata di un otto cilindri a V posizionato trasversalmente per permettere all'albero di trasmissione di passare a fianco del sedile e non sotto, consentendo di abbassare il baricentro della vettura a favore di una stabilità superiore. Il cambio posteriore era trasversale, mentre i caratteristici serbatoi laterali servivano a migliorare l'aerodinamica, mantenendo costante la distribuzione dei pesi dall'inizio alla fine della gara.

Prendere parte a queste manifestazioni è per noi un punto d’onore” spiega Roberto Giolito, Head of Heritage “perché vogliamo diffondere la conoscenza del patrimonio storico dei nostri gloriosi marchi automobilistici nel modo più capillare possibile. Supportare le attività di altre Associazioni in linea coi nostri stessi obiettivi e mettere le vetture storiche della collezione a disposizione di eventi culturali dal grande significato simbolico contribuisce alla notorietà del progetto che stiamo perseguendo con costanza. Nel caso specifico inoltre stiamo parlando di una vettura straordinaria come la D50 e di Ascari, un pilota che tanto lustro ha dato con le sue vittorie ai più prestigiosi marchi italiani, da Ferrari a Maserati, da Alfa Romeo fino, per l’appunto, a Lancia”.

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