a cura della Redazione - 01 febbraio 2019

A Gianni Tonti le chiavi di Volpago del Montello

La città di Ugo Gobbato e del figlio Pier Ugo. Tonti lavorò sul motore della Lancia Strato’s, progettò la Beta Montecarlo iridata e progettò tre propulsori per l’Alfa Romeo in F1
1/7 lancia F&M Special 1970
L’Amministrazione comunale di Volpago del Montello, affiancata dal “Club Amici della Storica Lancia Ing. Pierugo Gobbato”, ha attribuito, nel corso di una cerimonia svoltasi nell’auditorium del municipio, la cittadinanza onoraria a Gianni Tonti, Direttore Tecnico del Reparto Corse Lancia e poi dell’Autodelta, progettista di vetture da corsa che hanno vinto tanti Titoli Mondiali e di motori per la F1 e la F. Indy.
Entrato diciottenne in casa Lancia, Gianni Tonti lavorò gomito a gomito con l’ing. Pier Ugo Gobbato, direttore generale della Casa di Chivasso dopo aver ricoperto analogo incarico alla Ferrari. Il padre di Gobbato, Ugo, era nato a Volpago dove, come avrebbe fatto anche il figlio, tornava volentieri per trascorrervi qualche giorno di riposo.
Prima di Gianni (al secolo Giovanni) Tonti erano stati insigniti del riconoscimento i due Gobbato e Sandro Munari. Nel corso della cerimonia, seguita da un folto pubblico, Tonti ha raccontato tanti episodi della sua carriera, svelando anche curiosi retroscena delle gare e dei piloti dell’epoca.
Oltre a preparare i motori della Fulvia HF (dalla 1300 alla 1600 passando per la versione prototipo 1400), Gianni Tonti ha reso “esplosivo” il motore della Lancia Strato’s, il Dino V6 2.4 che il “Drake” mise a disposizione del marchio di Borgo San Paolo. L’inizio non fu semplice, perché Enzo Ferrari aveva spiegato ai dirigenti che non sarebbe stato in grado di realizzare le 500 unità necessarie per omologare la Lancia Strato’s in gruppo 4. Quando però seppe che Gobbato aveva già preso contatti con la Citroën, che nel frattempo aveva acquisito la Maserati, per avere il motore della Merak, fece di tutto per accontentare la richiesta.
Grazie anche al genio di Gianni Tonti, la Lancia Strato’s dominò le gare dal 1973 al 1977, portando il marchio Lancia in vetta al campionato mondiale rally (vinto per 3 anni consecutivi). A fine 1977 i dirigenti del gruppo Fiat decisero di metterla a “riposo” per puntare tutto sulla Fiat 131 Abarth. “Ragioni di mercato” spiegarono. Ma la Strato’s, in mano a team privati, continuò a vincere: come al “Sanremo” del 1979 dove Tony Fassina si impose davanti a tutte le auto ufficiali del Gruppo Fiat.
Dopo la Strato’s, nel 1978, Tonti progetta la Lancia Beta Montecarlo Silhouette, dominatrice della sua categoria nel Campionato Mondiale Marche Silhouette 1980-1981, spinta da un motore 4 cilindri di soli 1420 cc da oltre 450 Cv. Nel 1982 realizza la Lancia Sport LC e nel 1983 la Lancia LC2 Gruppo C che, con il suo 8 cilindri biturbo, supera i 900 Cv. A partire dal 1984 Tonti assume l’incarico di Direttore Tecnico dell’Alfa Romeo in F1 e progetta tre motori, tra cui il V10 3.5 cc che non sarà mai usato in gara e il V8 turbo per la F. Indy. Poi passa alle auto Turismo: la “75” con cui il Biscione vince il mondiale turismo e la 155 TI V6 che domina il Campionato Tedesco Dtm.
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