di Francesco Pelizzari - 27 marzo 2019

5 domande ai candidati presidenti

Si terranno il prossimo sabato 13 aprile le elezioni che stabiliranno chi sarà il prossimo presidente dell’Automotoclub Storico Italiano. Abbiamo intervistato i tre candidati (Mauro Giansante, Pietro Piacquadio e Alberto Scuro): ecco le loro risposte
Di seguito, le domande che abbiamo rivolto ai tre candidati. Come potrete leggere, su alcuni punti (in particolare quello dell’immagine e della comunicazione, ma anche sulla questione delle liste di auto da tutelare) le opinioni sono piuttosto simili.
  1. Quale sarà il primo problema, il più urgente da affrontare, una volta eletto?
  2. Lista chiusa o lista aperta? Quale concetto preferisce e perché?
  3. ASI/ACI: rapporto da coltivare o mantenere le distanze e perché?
  4. Ritiene che ASI debba migliorare la sua comunicazione verso l’esterno? E, se sì, come?
  5. ASI non è soltanto auto: qual è lo stato degli altri settori di cui si compone ? Quali sono le sue idee per svilupparli?
Mauro Giansante: i club devono inserirsi nel tessuto sociale
1-
Ci saranno varie situazioni da affrontare e ritengo che dovranno esser assunte decisioni impegnative. Tra queste,quella che ritengo prioritaria è quella connessa con la circolazione nell’ambito delle città e soprattutto nei centri storici. Per fare cultura infatti i nostri mezzi non devono solo circolare genericamente ma esser visti, esaminati, conosciuti e quindi apprezzati. Per far ciò occorre entrare nelle case, a domicilio del pubblico,quindi anche nei centri cittadini. Pertanto sarà necessario sedersi attorno a un tavolo con il governo a Roma,oltre che con le strutture amministrative locali, e cercare l’approccio migliore per raggiungere l’obbiettivo, nel rispetto delle esigenze di tutti. Avremo un’ASI in movimento, un’ASI che cerca il dialogo con tutti e che non resterà monolitica a Torino; parlerà, si farà conoscere, dialogherà ed ascolterà, sarà propositiva e presente sull’intero territorio, costantemente a fianco dei suoi club, che saranno i suoi effettivi testimoni e co-protagonisti, suo vero braccio operativo.
2- Messo così, il quesito è riduttivo. Le auto ventennali hanno in molti casi una tecnologia moderna, hanno l’elettronica e inquinano molto meno di quelle d’epoca più lontana. Le vetture ventennali negli anni Ottanta erano quelle degli anni ’60, quelle di oggi sono degli anni ’90. Epoche diverse, come diversa la tecnologia, l’elettronica poi allora non era nemmeno immaginabile, ora ne dispongono tutte. Ritengo quindi che oggi una distinzione sia assolutamente necessaria, ci sono modelli costruiti in pochi esemplari, mentre altri, e sono la gran parte, sono di elevata produzione. Penso che vadano distinti per particolarità estetiche e/o tecniche, per le carriere sportive che non tutte hanno: non si può quindi considerarle tutte allo stesso modo, ed esclusivamente in ragione dell’età. Pertanto non sono favorevole a una lista “aperta” al 100%, dei paletti bisogna metterli.
3- Due anni orsono, come si ricorderà, tutelai con successo 10 club ASI davanti al Garante del Mercato e del Libero Commercio, nei confronti di ACI, riguardo la legittimità di organizzazione di gare non agonistiche da parte di ASI e quindi anche di altre strutture non sportive. Il Garante ci diede ragione affermando il principio che ACI non può svolgere contestualmente il duplice ruolo di ente controllante e quello di controllato. Ciò premesso, ACI è una federazione sportiva, ASI una federazione culturale. Se non ci sono tentativi di prevaricazioni di sorta, come mi auguro da parte di ACI, non vi è ragione per non collaborare e coesistere tranquillamente. Sono per il principio giobertiano, di antica memoria, “Libera Chiesa in libero Stato.
4- ASI deve senza dubbio rinforzare la propria immagine. Per fare questo, in primo luogo i club devono inserirsi nel tessuto sociale, fiancheggiare le associazioni di volontariato, supportandole in concreto. L’ASI dovrà diventare noto per essere un “Club Service”, come un “Rotary” o un “Lyons” eccetera; tali dovranno esser considerati i nostri riferimenti locali, i nostri club, che dovranno proporsi e interagire con tutte le organizzazioni che operano nel sociale, anche quelle assistenziali verso malattie e tutela degli emarginati in qualunque forma. Dovremo acquisire stima, riconoscenza, divenendo effettivamente operativi a 360 gradi, quale parte essenziale della comunità, presenti e partecipi. Immagine che dovrà sposarsi con la propaganda non solo di Asi ma del motorismo storico, in ogni sua forma, soprattutto con i più giovani, ed avvicinarli e richiamare la loro attenzione non per il mero svago che è il fine esteriore, ma per vera cultura. I giovani dovranno esser incoraggiati e seguiti in tale apprendimento sin dalle scuole inferiori, ancor prima di esser in età da patente, quindi occorrerà avviare un dialogo sia con il Ministero della Pubblica istruzione che con le sue emanazioni locali.
5- L’ASI segue da sempre il motorismo storico a 360 gradi. Vero è che tale funzione può esser svolta in due ambiti, uno prettamente culturale e l’altro esteriore, cioè a contatto con il pubblico e comunque all’aperto. Quanto al primo aspetto non si può confutare che l’attività della federazione sia stata intensa ma potrà svilupparsi ancor più nei suoi rami finora meno seguiti, essendo anch’essi parte integrante della storia motoristica nazionale. Riguardo all’ambito esterno occorrerà senz’altro tener conto che, diversamente da auto e moto, gli altri settori, tranne quelle aeronautico, richiedono spazi specifici, adeguati alle loro esigenze e che spesso questi non sono accessibili al grande pubblico: i kart e i trattori sono un esempio. Ne consegue che dovrà studiarsi ed attuarsi un sistema di presentazione che potrei definire a “secco”, cioè esposizioni statiche onde presentare e far conoscere tali realtà al grande pubblico.


Chi è Mauro Giansante
Nato a Pescara nel 1951, laureato in diritto processuale civile, avvocato, pilota di Regolarità Auto Storiche. Iscritto all’A.S.I. dal 1990 dopo aver acquistato una Triumph TR6; ha disputato 11 edizioni della Mille Miglia e altre 300 gare. Promotore e co-organizzatore negli anni ’90 della rievocazione storica del Circuito di Pescara dapprima e poi della Targa Abruzzo; per 15 anni componente del Consiglio Direttivo del Club dei Piloti della Mille Miglia “Franco Mazzotti” e per 4 anni del consiglio direttivo del club Pescara Corse Veteran Car. Nel triennio 1998/2000 nella Commissione Legale ASI, ha collaborato alla stesura dello Statuto proponendo l’inserimento della figura del “tesserato”.
Pietro Piacquadio: ASI è il solo vero “opion maker” del motorismo storico
1- Riunire il “gruppo di lavoro” heritage, vale a dire i Registri di Marca, RIAR, Registro FIAT, Registro Lancia ed FMI, per predisporre un piano di lavoro omogeneo e condiviso su tutti i punti elencati nel mio programma, a tutela e beneficio dei possessori di veicoli storici.
2- Oggi un possessore di un veicolo storico, quale che sia, è accolto dai nostri Club con sincero calore. Essere socio di uno dei nostri Club o Registri di Marca significa far parte di una comunità di appassionati che condividono la medesima passione, ma soprattutto impegnano il loro tempo libero, mettendo a disposizione le loro esperienze di motorismo storico alla conservazione di veicoli di ogni età, senza distinzione di marca modello o valore economico. Un socio ASI riceve dal suo Club le medesime attenzioni, sia che certifichi una Ferrari 330 oppure la Vespa del nonno, ed il legame che si stabilisce tra il Socio ed il Club, indotto dalla comune visione tecnica ed istinto collezionistico, è solidissimo. Come potrebbe ASI delegittimare, mediante nuove regole imposte dal vertice, le passioni e le competenze dei suoi soci, frutto di anni di passione e di esperienza?Se ASI, che negli anni ‘60 esisteva già, avesse adottato allora dei criteri di selezione nella certificazione storica di un veicolo, sulla base della sua diffusione o peggio del valore economico di un modello o di una marca, oggi forse il fenomeno 500 che ha salvato FIAT non ci sarebbe stato. Non dobbiamo escludere dei modelli secondo il nostro gusto di oggi, ma dobbiamo selezionare solo quegli esemplari che in virtù delle loro condizioni di conservazione e della passione applicata dal socio siano degni di essere agevolati.
E per fare questo non basta consultare una lista su internet, occorre vedere ed analizzare i veicoli.
3- ASI rappresenta oggi verso il mondo pubblico e privato 270 Associazioni spontanee nate dalla passione e dal volontariato di 139.000 soci con una incredibile capillarità nel territorio italiano ed omogeneità di pensiero. ASI, il cui acronimo contiene il termine “storico”, è l’unico, concreto, “opinion maker” del collezionismo italiano e rappresenta una popolazione di consumatori di beni e servizi strettamente correlati ai settori strategici dell’economia italiana del tempo libero e del turismo. ASI è nata per tutelare e traghettare ai posteri la cultura del motorismo storico, non si occupa dello sviluppo delle auto attuali, a questo ci pensano le Case costruttrici, e nemmeno si occupa di competizioni sportive con vetture attuali, così come non è attiva nella tutela dell’automobilista che utilizza il proprio mezzo a fini utilitari, di tutto ciò si occupa ACI. ASI ed ACI si dovranno raccordare, esattamente nel modo nel quale l’automobilista diviene anche collezionista.
4- In questi ultimi vent’anni, la nostra Federazione, grazie soprattutto ai precedenti presidenti, ha dato vita ad un movimento unico in Europa per qualità, diffusione e contenuti culturali. Se oggi, in qualche modo, i veicoli storici hanno conquistato una dignità propria diversa dallo status di semplice “usato”, lo si deve ai Club federati ASI. Aggiungo come seconda attività di inizio del nuovo mandato , una campagna di comunicazione nazionale, sui vari mezzi di comunicazione, a difesa dei diritti dei veicoli storici che promuova le attività dei Club Territoriali e dei Registri di Marca, quale meccanismo istituzionale di fidelizzazione dei soci, atto a favorire anche l’ingresso di soci nuovi e più giovani, proprio quelli che daranno vita all’Associazione dal 2023.
5- Come sappiamo, il collezionismo ha molteplici sfaccettature; spesso un collezionista di moto lo è anche di biciclette, ed è sufficiente partecipare a qualche manifestazione dei nostri Club per rendersi conto di quanto siano amati i trattori, camion e bus storici e persino i camper, le auto storiche delle forze dell’ordine eccetera… Abbiamo una Commissione per i velivoli storici, una per le imbarcazioni, ed in particolare una dedicata ai giovani ai quali stiamo ponendo molta attenzione e che sono attratti dai kart d’epoca.Tutte queste attività necessitano di investimenti per essere raccolte e comunicate adeguatamente. E questo è certamente un compito di una Federazione nazionale, come la nostra. Abbiamo già realizzato molte iniziative in questi settori e molte altre sono già in cantiere. Non ultima la Costituzione di un Albo ufficiale di periti tecnici per auto e moto d’epoca e interesse storico e collezionistico nonché Albi di riferimento per le diverse figure di Commissario Tecnico dei differenti mezzi citati, in modo tale da coagularne la conoscenza storica e diffonderne l’informativa a livello nazionale ed internazionale.
Chi è Pietro Piacquadio
Classe 1951, avvocato, ai vertici dell’ASI da quasi 30 anni, da quando si associa al Club Automobile antica e della Carrozza di Bari. A metà anni ’80 fonda con altri appassionati l’Auto Club Storico Dauno, federato ASI, di cui è attualmente presidente. Nel 1991 è eletto nel Consiglio federale dell’ASI e nominato Vicepresidente dell’ASI sotto la presidenza del conte Vittorio Zanon di Valgiurata. In seguito ricopre vari incarichi tra cui Vice Presidente (presidenza Loi), Consigliere federale e più volte presidente Commissione Nazionale manifestazioni Auto e Moto.
Alberto Scuro: Eliminare le “turbolenze”. No alla contrapposizione nord/sud
1- Eliminare le problematiche gestionali nate dalle “turbolenze” che ASI ha vissuto negli ultimi due anni. Dialogare con i futuri componenti del Consiglio Federale, condividere con loro quelle che sono le problematiche dei Club federati, e intraprendere un percorso condiviso a tutela del motorismo storico nazionale. Parole d’ordine da affiancare alla passione saranno competenza e trasparenza. Con la prospettiva di un governo della durata di quattro anni questa sarà la base di partenza di un’ASI forte e unita pronta a riaffermare il suo ruolo di punto riferimento del motorismo storico nazionale. Un’ASI aperta al dialogo e al confronto. Sento parlare di una contrapposizione tra ASI del Nord e del Sud: tale contrapposizione non esiste e mi sembra assurdo anche solo parlare di una cosa del genere. Perciò direi che il primo obbiettivo che mi pongo è di ridare serenità alla Federazione.
2- La “lista chiusa” è un filtro e un filtro è assolutamente necessario. Il filtro che a me sembra più corretto è quello che ASI, FMI e Registri hanno già: una certificazione per ottenere la quale ogni singolo veicolo viene visionato da commissari tecnici e valutato per la sua originalità. Se ci riferiamo alle “ventennali” il fenomeno è molto più limitato di quello che si paventa: su 4 milioni di veicoli circolanti gli autoveicoli certificati sono 140mila; molti meno quelli che grazie alla certificazione registrata sul libretto possono accedere a benefici fiscali. Sono numeri che non possono creare alcun problema, neppure di inquinamento. Il sistema è migliorabile? Certo che si. Tutto si può perfezionare ma, al contrario, non condivido l’idea che sia opportuno rilasciare una certificazione con molta semplicità basandosi unicamente sul fatto che un dato modello faccia o meno parte di una lista chiusa.
3- Io sono socio di ACI Storico, ed ho grande stima e rispetto per il presidente Sticchi Damiani. Il dialogo deve continuare con ACI, come con altri attori del motorismo storico. Ognuno ha competenze specifiche e solo coordinandole si potranno garantire agli appassionati servizi di elevatissima qualità.
4- È uno dei punti principali del mio programma, nonché fondamentale per il rinnovamento di ASI. Fino ad ora abbiamo investito molto poco sulla comunicazione, sia verso l’interno che verso l’esterno della Federazione. Ci sono club che vedono Torino come una cosa molto distante da loro: penso che con la nostra base ci si sia bisogno di un rapporto molto più stretto basato anche su tavoli di lavoro territoriali. Per quanto riguarda la comunicazione esterna, affidare a professionisti un’attività di marketing adeguata ai tempi, un sito moderno e funzionale, attività social, applicazioni internet e portale ASI del motorismo storico. Aumentare la visibilità televisiva di ASI anche con un eventuale canale YouTube. Dovremo comunicare di più anche le tantissime iniziative a scopo solidaristico fatte dai nostri club che coprono tutto il territorio nazionale.
5- Le moto sono una tipologia di veicoli di tale rilevanza che già ora ha un’attenzione praticamente sovrapponibile a quella delle auto. Mai dimenticarsi però di mantenerli sullo stesso piano. Veicoli militari, veicoli utilitari, agricoli, industriali, ricreazionali, camper, motoscafi, aerei, kart, biciclette sono tutti altrettanto importanti. I trattori dovranno essere protetti anche da un punto di vista normativo e questa è una via assolutamente percorribile. I kart sono un’altra nicchia di passione a cui si possono avvicinare anche i giovani che va coltivata. Dare grande rilevanza a queste tipologie di veicoli nelle nostre manifestazioni sarà fondamentale. Sono settori che meritano di essere supportati in modo particolare. Non dobbiamo poi dimenticare che abbiamo club di marca e modello che dal punto di vista storico hanno un enorme valore. Sono spesso club con pochissimi iscritti che rappresentano un patrimonio culturale che non deve assolutamente perdersi. ASI ha la potenzialità di aiutarli con iniziative specifiche come dovrà fare con altre nicchie di veicoli come, per esempio, le “Ancêtre”.
Chi è Alberto Scuro
Vicepresidente ASI, nato a Roma nel 1958, Laureato in Medicina e Chirurgia; vive a Verona.
Da sempre appassionato di automobilismo storico, appena laureatosi, vende l’auto e la moto di uso quotidiano, unisce i proventi di tale operazione ad un piccolo ammontare economico lasciatogli dal nonno per la Laurea ed acquista una Lancia Aurelia B20, una Maserati 3500 GT Touring e una Mercedes 230 SL Pagoda. Entra a far parte del VCC E. Bernardi di Villafranca di Verona e stringe un legame di profonda e sincera amicizia con Luciano Nicolis.
Ama dedicarsi a restauri, a volte anche molto complessi, partecipa a vari eventi tra cui gare di Regolarità e Velocità in Italia e all’estero.
Nel 2010 entra nel Consiglio Direttivo del VCC E. Bernardi e organizza, presso il Museo Nicolis, il Corso “La Regolarità” il cui docente è stato Gian Maria Aghem. Nello stesso anno dà vita con Luciano Nicolis alla “Squadra Corse Grifo Rosso” di cui è attualmente Presidente.
Nel 2011 è eletto membro del Consiglio Federale dell’ASI. Dal 2011 al 2014 si è interessato dell’organizzazione della Rievocazione della Stallavena-Boscochiesanuova. Nel 2012 diventa Vicepresidente del VCC E. Bernardi.
A fine 2017 rimane l’unico amministratore in carica dell’ASI e porta la Federazione alle elezioni del 13 gennaio 2018.
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