Un giorno la Ferrari, un giorno il Suv | Achille Lauro e la sua “bipolarità automobilistica”: non riesce proprio a scegliere
Achille Lauro @instagram achilleidol, automobilismodepoca
Nel garage di Achille Lauro convivono una Ferrari 488 GTB e una Maserati Levante Trofeo, due scelte opposte che raccontano un amore totale per i motori.
Chi conosce solo il personaggio sul palco rischia di sottovalutare quello che accade quando le luci si spengono e resta solo il rumore di un motore acceso. Achille Lauro, oltre alle scenografie esagerate e ai look estremi, coltiva da anni una passione molto concreta per le auto sportive e di lusso. Non si tratta di un semplice capriccio da celebrità, ma di un linguaggio parallelo alla musica, fatto di cavalli, colori, dettagli e scelte stilistiche che cambiano a seconda dell’umore e del momento.
Nella sua vita quotidiana la scena si sposta dal palco alle strade, dove a volte domina una Ferrari 488 GTB rossa, altre volte un imponente super Suv come la Maserati Levante Trofeo. Due modi opposti di vivere l’auto: linea filante e bassa da supercar contro dimensioni generose e posizione di guida rialzata, potenza bruta contro comfort e imponenza. Il risultato è un continuo alternarsi di scelte, come se ogni uscita fosse l’occasione per interpretare un ruolo diverso, senza mai rinunciare all’eccesso.
Ferrari 488 GTB: il lato più estremo e istintivo
Quando entra in gioco la Ferrari 488 GTB, il racconto prende la forma di una supercar tra le più desiderate al mondo. Sotto il cofano c’è un V8 biturbo da 3,9 litri capace di erogare 670 cavalli, numeri che spiegano da soli perché questa vettura richiami la parte più istintiva e competitiva della personalità dell’artista. L’accelerazione brucia lo zero-cento in circa tre secondi e la velocità massima supera i 330 km/h, valori che trasformano ogni rettilineo in un potenziale sprint da circuito.
Non è un’auto “solo da foto”: è un oggetto che porta con sé il peso di un percorso personale. Lauro ha raccontato di aver cambiato macchina dopo anni difficili, quando in una vettura ci dormiva davvero, e quell’acquisto è diventato una sorta di simbolo di riscatto, di strada fatta e ancora da fare. Il colore acceso, il profilo aggressivo, l’abitacolo avvolgente parlano di un rapporto viscerale con la guida, in cui ogni volta che si sale a bordo si cerca quella sensazione di spinta nella schiena che fa dimenticare per qualche chilometro tutto il resto.

Maserati Levante Trofeo: potenza, comfort e presenza scenica
Accanto alla supercar a motore centrale c’è però un altro protagonista, altrettanto ingombrante, ma in modo diverso: la Maserati Levante Trofeo. Qui la potenza non manca, perché il V8 biturbo da 580 cavalli permette comunque di superare i 300 km/h, ma viene distribuita su un corpo da grande Suv, alto, largo, spazioso. Una scelta che aggiunge praticità e comfort senza rinunciare all’immagine forte, perfetta per chi ama arrivare in un luogo facendosi notare già dal rumore del motore e dalla silhouette inconfondibile del Tridente.
Questo modello incarna il lato più “stradale” della sua passione: spazio per amici e collaboratori, posizione di guida dominante, possibilità di affrontare viaggi lunghi con una comodità che una supercar pura non potrà mai offrire. Nel garage l’equilibrio si gioca proprio su questa alternanza: da una parte la ricerca della prestazione assoluta, dall’altra il desiderio di muoversi con un mezzo che unisce lusso, tecnologia e versatilità. Due auto diversissime che convivono come facce della stessa medaglia, specchio di una personalità che non vuole rinunciare a nessuna delle sue sfumature, né sulla scena né dietro a un volante.
