a cura della Redazione - 12 aprile 2020

Addio a Stirling Moss, grande anche con le Maserati

Il pilota inglese è morto oggi a Londra, aveva 90 anni. Come il suo contraltare Fangio, amico e avversario la cui grandezza fu pari alla rivalità con l’inglese, gareggiò e vinse molto anche con le vetture del Tridente. Lo ricordiamo con le parole di Matteo Panini, presidente del Circolo della Biella di Modena

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Mi chiamo Moss, Stirling Moss. Mi piacciono i cavalli, capisco da subito cosa vuol dire controllo e disciplina.
Ma i cavalli che cerco sono altri perché voglio la sfida e voglio dimostrare di essere il migliore.
Con le mani sono bravo, ho orecchio e come il Maestro Fangio sento la macchina e il suo cuore, il motore.
Mi piace correre e inizio subito: Morgan, Bmw, Cooper, ERA, Mercedes e tante altre.
Arrivo a Modena nel 1951 a correre nella piccola Indianapolis con la mia HWM di Formula 2.
E qui capisco che è casa mia.
C'è un’aria strana, buona e affettuosa. La mia nuova famiglia si chiama Maserati.
Mi innamoro subito della 250F, ne compro una e la guido fino a consumarla. E' uno spasso. Come i miei amati cavalli frena, accelera e curva in maniera sublime.
Sarà la mia macchina preferita.
Vorrei andare in America a Indianapolis e cosi nel 1958 monto sul gelato bianco: la Maserati Eldorado.
Un missile nel catino di Monza a sfidare gli yankee.
Paura tanta paura quando rompo la scatola dello sterzo ma la Maserati mi vuole bene e non succede nulla.
Ritornano le inglesi: Lister, Cooper, Aston Martin, BRM ma niente mi fa dimenticare la Maserati.
Un altro amore arriva. E' quella gabbia da uccelli fatta di 200 tubi che si chiamerà Birdcage a farmi tornare a Modena nel 1961.
Per me è stata la mia "faboulus car".
L'ho cavalcata come un purosangue perché sapevo cosa voleva: forza e coraggio.
Sono passato da Modena è ho guidato le più belle Maserati, quelle di Viale Ciro Menotti.
Fangio la prima volta che mi vide disse che ero solo un "youngster" ma poi diventammo amici e alla fine mi definì unico per forza di volontà e perseveranza nel guidare le macchine, tutte le macchine.
Sono un re senza corona? Forse si, ma di sicuro ho guidato le più belle Maserati di sempre.

Stirling Moss era nato il 17 settembre 1929 a Londra. E’ ricordato come “re senza corona” perché fu quattro volte secondo nel mondiale di F1: dal 1955 al ’57 dietro a Fangio, nel 1958 dietro a Mike Hawthorn. Tuttavia in F1 vinse 16 GP iridati (due con Maserati) su 66 disputati, più 22 su 96 GP (ventidue disputati su Maserati) non validi per il campionato del mondo; ottenne anche 79 vittorie su 174 gare disputate con vetture Sport (45 con Maserati), tra cui la famosa Mille Miglia del 1955 nella quale stabilì con la Mercedes il record, rimasto imbattuto, in 10h7’40” alla media di 157,651 km/h. Proprio in una gara di F1 non valida per il mondiale, il Glover Trophy tenutosi a Goodwood il 23 aprile 1962, ebbe l’incidente che di fatto chiuse la sua carriera, anche se Moss annunciò ufficialmente il ritiro soltanto pochi anni fa.

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