Alfa Romeo, 110 anni da attrice protagonista

Eleganza e fama cinematografica si sommano a prestazioni e tecnica di avanguardia: gli anni del dopoguerra, tra i Cinquanta e i Sessanta, sono splendidi per il Portello, che vince ovunque metta le… ruote: dalla F1 a Hollywood, passando per le concessionarie. L'articolo completo su Automobilismo d'epoca in edicola

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Alla fine degli anni Trenta il primato tecnologico e prestazionale delle Case italiane è messo in discussione da quelle tedesche, Auto Union e Mercedes, che si giovano dei massicci investimenti del regime nazista nei campi dell’industria pesante e della propaganda. Investimenti che hanno una ricaduta positiva anche nel campo dell’automobilismo, dove le monoposto da Grand Prix delle due Case possono giovarsi di tecnologie di cui altri non dispongono e che consentono di avere grandi cilindrate e potenze a parità di peso. Il tutto orchestrato con genialità dal professor Ferdinand Porsche, che progetta le Auto Union e mette lo zampino anche nelle Mercedes, le preferite di Hitler. L’Italia è alleata della Germania e vorrebbe ripetere il suo percorso ma le possibilità economiche sono di molto inferiori; l’Alfa Romeo in vista del conflitto deve mettere in secondo piano le competizioni, nonostante progetti molto interessanti, per dedicarsi soprattutto alla produzione aeronautica. Dopo la guerra tuttavia, quando lo sport può riprendere l’attività, la Tipo 158 da Grand Prix, detta “Alfetta” perché compete nella categoria “Voiturette”, si ritrova ad essere l’auto da battere con i nuovi regolamenti e vince due titoli iridati del nuovo campionato del mondo di F1. Dal lato produttivo, l’Alfa Romeo riesce a sfruttare l’impulso tecnologico inevitabilmente portato dalla guerra, trasformandosi da grande azienda artigianale in realtà industriale a tutti gli effetti, con la catena di montaggio e la tecnologia della scocca portante per le nuove berline. Nel frattempo, le 6C 2500 carrozzate dai migliori artigiani sono le migliori testimonial della Casa, vincendo concorsi di eleganza e diventando le auto più desiderate del jet-set. Per due decenni Alfa Romeo sarà sinonimo di automobile bella, elegante, veloce e tecnicamente all’avanguardia: à la page, come si diceva una volta. L’automobile degli attori e delle personalità più in vista.

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