a cura della Redazione - 22 October 2016

Alfa Romeo e Abarth a Padova: la 124, lo stile del Biscione e il nuovo sito heritage

C’è tempo ancora fino a domani per andare a vedere le novità della rassegna più importante d’Italia. Anche i due marchi italiani tra i protagonisti

Alfa Romeo e Abarth a Padova: la 124, lo stile del Biscione e il nuovo sito heritage

In occasione del salone Auto e Moto d’Epoca a Padova debutta www.fcaheritage.com, il nuovo portale interamente dedicato agli appassionati e ai proprietari delle vetture storiche del Gruppo FCA. Il sito web costituisce la vetrina online del neonato dipartimento FCA Heritage e mira a essere il punto di riferimento per tutti gli interessati alle storie, agli eventi e alle iniziative che coinvolgeranno le auto classiche dei brand italiani del Gruppo. Associando infatti il logo “Heritage” ai marchi Alfa Romeo Classiche, Fiat Classiche, Lancia Classiche e Abarth Classiche, il sito testimonia la forte volontà di FCA di garantire un coordinamento sinergico alle proprie azioni nel mondo dell’automobilismo storico, senza dimenticare però le peculiarità che caratterizzano la storia e il vissuto di ciascun brand.

Nato come un progetto in continua evoluzione e contraddistinto dal claim “Timeless Passion”, il sito viene lanciato in una prima versione beta e si arricchirà nel tempo, raccontando le storie di protagonisti e modelli leggendari che hanno fatto la storia dell’automobile italiana e mondiale attraverso articoli, foto, video e schede tecniche.  Anche i proprietari di auto classiche del Gruppo saranno coinvolti nel progetto, e avranno l’opportunità di diventare i protagonisti degli articoli loro dedicati e gli ambasciatori della nuova piattaforma Heritage.

Inoltre, il sito offrirà l’opportunità di iscriversi alla Newsletter di FCA Heritage, per rimanere sempre aggiornati sulle attività e sui servizi che saranno progressivamente resi disponibili per i vari marchi del gruppo: tra questi spiccano la vetrina del merchandising ispirato alla storia dei brand e la possibilità di richiedere certificazioni o usufruire dei servizi di restauro specializzato.

 

Alfa Romeo

La partecipazione di Alfa Romeo alla kermesse padovana ruota intorno al tema della timeless elegance, l’eleganza che non viene intaccata dallo scorrere del tempo: è il leitmotiv che rende tutti i modelli del Biscione unici e, allo stesso tempo, perfettamente riconoscibili dal passato ai giorni nostri. Un’eleganza senza tempo rappresentata dalle automobili storiche che raccontano l’affermazione internazionale del marchio Alfa Romeo nel segmento delle vetture di prestigio dagli anni Venti alla fine degli anni Quaranta. Dalla collezione del Museo Storico “La macchina del tempo” di Arese, infatti, arrivano a Padova quattro autentici gioielli, che rappresentano l’evoluzione del leggendario motore sei cilindri bialbero nelle diverse cilindrate.

Si tratta di vetture con carrozzeria berlina, coupé, faux cabriolet e cabriolet, “vestite” dall’Alfa Romeo stessa o da grandi carrozzieri internazionali. E proprio ai “maestri dello stile” e al loro rapporto con l’Alfa Romeo è dedicata la mostra temporanea allestita presso il Museo di Arese sino al 10 gennaio, dove si potrà ammirare l’opera dei grandi carrozzieri italiani che hanno reso la Casa del Biscione protagonista della ricerca estetica, aerodinamica e tecnica. Ulteriori informazioni a questo link.

Di seguito una descrizione delle vetture storiche Alfa Romeo in mostra: si tratta della 6C 1500 Sport del 1928, della 6C 1750 Gran Turismo del 1929, della 6C 1900 del 1933 e della 6C 2500 Freccia d’Oro del 1947.

6C 1500

La 6C 1500 nasce dall’opportunità di diffondere l’automobile anche tra il ceto medio della popolazione, che spinse Alfa Romeo a progettare una vettura di media cilindrata ma comunque con prestazioni brillanti. Basata sulla 6C 1500, che esordì nel 1925 al Salone di Milano, la 6C 1500 Sport è equipaggiata con un propulsore a sei cilindri da 1487 cm3, con distribuzione a doppio albero a camme in testa,  valvole inclinate di 90° e camere di scoppio emisferiche. Non è la prima Alfa a vantare questo layout, ma per la prima volta un sistema così raffinato viene proposto su una vettura di serie. Una soluzione che rende la vettura brillante ed elastica, con una potenza di 54 CV e una velocità massima di 130 km/h che spinge molti clienti a utilizzare la vettura anche in gara, sfruttando la sua vocazione da Granturismo.

La vettura in esposizione è un cabriolet a due posti con “sedile della suocera” ripiegabile ed è stata carrozzata dall’inglese James Young, fra i più attivi carrozzieri d’oltremanica a cimentarsi su chassis Alfa Romeo. La produzione totale della vettura si attesta a 171 esemplari.

6C 1750 Gran Turismo

Versione potenziata di un motore dalla cilindrata mitica nella storia dell’Alfa Romeo, la 1750 gran Turismo garantiva ottime prestazioni, grande affidabilità e semplicità di manutenzione, che la resero particolarmente apprezzata dal pubblico. Il suo motore da 1752 cm3 è dotato di distribuzione a doppio albero a camme in testa con comando diretto delle valvole tramite doppio piattello avvitato, che permetteva una rapida registrazione del gioco delle punterie. La potenza era di 55 CV a 4400 giri/min, e, sebbene il terreno d’elezione della 6C 1750 non fossero le competizioni, non mancarono partecipazioni a concorsi di eleganza né importanti successi sportivi come l’affermazione alla terza Milano-San Remo o l’ottavo posto alla Mille Miglia del 1931.

Anche in questo caso, molti i carrozzieri a livello internazionale scelsero uno dei 920 chassis prodotti per le proprie realizzazioni. La carrozzeria faux cabriolet della vettura esposta (un coupé con tetto in lamiera rivestito in tessuto) è opera dell’atelier Touring di Milano, che solo qualche anno più tardi avrebbe instaurato una collaborazione particolarmente intensa con l’Alfa Romeo, grazie anche al famoso brevetto “Superleggera”.

6C 1900 Gran Turismo

Presentata al Salone dell’Automobile di Milano 1933, la 6C 1900 riprendeva il telaio degli ultimi esemplari della 6C 1750 con strutture a sezione scatolata con fori di alleggerimento in luogo dei tradizionali longheroni. Le balestre anteriori sono montate all’esterno dei longheroni su boccole Silentbloc, mentre al posteriore gli ammortizzatori a frizione sono regolabili dal posto guida tramite un comando idraulico. Il propulsore, per la prima volta in serie con testa in lega leggera venne portato a 1917 cm3, aumentando l’alesaggio da 65 a 68 mm, con corsa di 88 mm. Le sedi valvole sono riportate in bronzo, viene stata aggiunta una molla di richiamo valvola, un segmento in più, e bielle irrobustite. La potenza erogata è così di 68 CV a 4500 giri/min. Nel 1933, l’attività di carrozzeria interna all’Alfa Romeo si stava intensificando, e buona parte delle 197 vetture prodotte furono “vestite” direttamente dalla Casa. È il caso dell’esemplare esposto, una berlina metallica a due luci realizzata dalla stessa Alfa Romeo su un disegno che in quell’epoca era sviluppato in collaborazione con la Carrozzeria Castagna di Milano. Interessante, sulla fiancata, la rara targhetta “Carrozzeria Alfa Romeo”.

Le modifiche rispetto alla 6C 1750 riguardarono soprattutto comfort, silenziosità e consumi e resero la 6C 1900 GT un punto svolta verso un genere di vettura destinata al turismo veloce più che all’attività sportiva.

6C 2500 Freccia d’Oro

Durante la Seconda Guerra Mondiale furono iniziati numerosi progetti per la vettura da costruire al termine del conflitto, ma quando, nel 1946, riprese faticosamente la produzione nello stabilimento semi-distrutto dai bombardamenti, la scelta fu di continuare con la produzione della 6C 2500 del 1939,vista la disponibilità di numerosi componenti. Poi, nel 1947, sul telaio della Sport, venne prodotta direttamente – e marchiata “Carrozzeria Alfa Romeo” – un’elegante e sportiva carrozzeria berlina a due porte e due volumi, completamente metallica e saldata al telaio: la Freccia d’Oro. Dotata di motore anteriore longitudinale verticale a 6 cilindri in linea da 2443 cm3, sviluppava 90 CV a 4600 giri/min per una velocità massima di 155 Km/h. Il cambio aveva il comando al volante. Furono prodotti 680 esemplari, e  nel 1949 fu realizzato un leggero restyling della vettura, la cui potenza salì a 93 CV.

 

Abarth

Lo stand della Casa dello Scorpione presenta al pubblico -per la prima volta in un salone italiano- la nuova Abarth 124 Rally, accompagnata dalla sua storica progenitrice, la Fiat 124 Abarth Rally Gr. 4 degli anni Settanta, e dalla nuova Abarth 124 spider.

La nuova Abarth 124 rally ha motore 1800 cm3 bialbero turbo a iniezione diretta da 300 CV a 6500 giri accoppiato a un cambio sequenziale a 6 marce con shift paddle e differenziale meccanico a slittamento controllato.

Fiat 124 Abarth Rally Gr.4

Rispetto alla Fiat 124 Sport Spider da cui è derivata, la Fiat 124 Abarth Rally Gr.4 beneficia di un motore più potente, di tettuccio e cofano in fibra di vetro e di portiere in alluminio, che consentono una notevole riduzione del peso complessivo. A seguito di una messa a punto operata dalla Squadra Corse Abarth, la vettura ha debuttato nella stagione sportiva 1972 e ha proseguito la propria importante carriera sportiva fino al 1975, per essere poi sostituita dalla 131 Abarth Rally nel 1976. Allestita con un motore da 1756 centimetri cubici, in grado di erogare 200 CV di potenza, questa vettura può raggiungere una velocità massima di 170 km/h a seconda del rapporto al ponte. Ha al suo attivo due vittorie nel Campionato Europeo Rally (1972 e 1975) e la piazza d'onore del campionato costruttori per quattro stagioni consecutive (dal 1972 al 1975).

 

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