“Allontanarsi dalla linea gialla” | Scoperta l’identità dell’annunciatore di Trenitalia: ti sentirai male quando lo conoscerai (fidati)
Il leggendario Raffaele @automobilismodepoca
La voce più riconoscibile d’Italia non è umana: “Raffaele” è in realtà un sintetizzatore vocale usato da Trenitalia da oltre 25 anni.
Se hai preso un treno almeno una volta nella vita, la conosci a memoria: “Attenzione. Treno in transito al binario due. Allontanarsi dalla linea gialla”. È una frase che attraversa generazioni di pendolari e viaggiatori, una voce talmente impressa nella mente da sembrare quasi familiare. Per anni ci si è chiesti chi fosse l’uomo dietro quell’annuncio impeccabile, calmo e sempre identico. Qualcuno immaginava un doppiatore, altri un tecnico storico di Ferrovie dello Stato, altri ancora un professionista del suono.
La verità, però, spiazza tutti: secondo quanto riportato dal canale “Miti da sfatare” quella voce non appartiene a un essere umano. “Raffaele”, come molti la chiamano scherzosamente, è un sintetizzatore vocale, un software progettato per generare annunci perfettamente comprensibili in ogni stazione. Nessun speaker, nessuna sala di registrazione, nessun volto dietro le parole che ascoltiamo da decenni. Solo un algoritmo nato quando ancora non esistevano gli assistenti vocali moderni, ma che è riuscito comunque a diventare parte della nostra quotidianità.
Come nasce “Raffaele”, la voce che accompagna i viaggi degli italiani
Il sistema fu introdotto negli anni in cui Trenitalia cercava uno strumento standardizzato per uniformare gli annunci in tutte le stazioni. Serviva una voce chiara, neutra, capace di emergere tra rumori di binari, vento, folla e fischi dei treni. La scelta ricadde su un sintetizzatore sviluppato per generare messaggi nitidi, facilmente comprensibili anche in condizioni acustiche difficili.
Nel tempo quella voce robotica, leggermente metallica, è diventata un simbolo del viaggio ferroviario italiano. La cosa più sorprendente è che molti l’hanno sempre scambiata per una voce reale, tanto da attribuirle un nome e una storia immaginaria. Eppure è solo un software, preciso e instancabile, che ripete da oltre vent’anni le stesse istruzioni con la stessa cadenza perfetta.
@miti_da_sfatare Che poi Raffaele prima si chiamava Roberto come lo struzzo di Emilio, ma questa è un’altra storia @thefakemartinelli ♬ suono originale – Miti_Da_Sfatare
Perché è nata la leggenda della “voce umana” e come funziona oggi
Nonostante la sua natura digitale, migliaia di utenti sono convinti che “Raffaele” sia un uomo vero, perché il timbro è più caldo rispetto ai sintetizzatori moderni e perché per anni è stato l’unico punto fermo di un viaggio in continua trasformazione. A rafforzare il mito c’è anche il fatto che online esistono siti che permettono di riprodurre annunci personalizzati con lo stesso identico stile, facendo credere a molti che dietro ci fosse davvero un professionista della voce.
In realtà oggi le tecnologie sono evolute, ma Trenitalia continua a utilizzare quel sistema perché affidabile, immediato e riconoscibile. E mentre altri mezzi pubblici usano voci registrate da speaker umani, nelle stazioni ferroviarie italiane a parlare è ancora lui: un sintetizzatore che, paradossalmente, è diventato una delle “voci” più famose del Paese.
