a cura della Redazione - 27 gennaio 2020

FCA Heritage di corsa verso Automotoretrò

Nello stand rinnovato, i 110 anni di Alfa Romeo con alcune auto di grande prestgio, i 40 anni della Fiat Panda e una Lancia Delta Integrale insieme ai primi pezzi di ricambio del programma Heritage dedicati proprio alla regina dei Rallye. A Torino dal 30 gennaio al 2 febbraio

Alla kermesse torinese FCA Heritage si presenta con nuovi materiali di comunicazione e con uno stand suggestivo e rinnovato nel design, che ospita alcuni esemplari straordinari, come la rarissima Alfa 24 HP del 1910 e l’affascinante Alfa Romeo 6C 1500 SS. Sono due capolavori della azienda milanese fondata il 24 giugno 1910 con la denominazione A.L.F.A. (Società Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) e in particolare la 24 HP, insieme alla 12 HP, è il primo modello del marchio scaturito dall’accordo tra il cavaliere Ugo Stella e il progettista piacentino Giuseppe Merosi. Entrambe le vetture sono normalmente esposte presso il Museo Storico Alfa Romeo di Arese - La macchina del tempo.

Nel 2020 si celebrano anche i primi 40 anni della Fiat Panda, l’intramontabile icona Fiat che ha conquistato diverse generazioni di automobilisti grazie alle sue dimensioni esterne compatte, al grande spazio interno configurabile per ogni esigenza di trasporto, all'ampia scelta di motori e alle numerose combinazioni cromatiche. Sullo stand è in mostra una Panda 30 (1980), uno dei primi esemplari del modello presentato al Salone dell’automobile di Ginevra del 1980 che riscosse un immediato successo, soprattutto tra i più giovani che per la sua innata semplicità e simpatia.

Inoltre, ad Automotoretrò si potranno vedere da vicino i paraurti della leggendaria Lancia Delta HF Integrale, i primi ricambi della linea “Heritage Parts” dedicata alle vetture classiche e prodotta da FCA Heritage insieme a Mopar. In particolare, per l’occasione i ricercatissimi pezzi sono visibili su una vettura sperimentale degli anni Novanta appartenente alla collezione storica di FCA Heritage ed attualmente in restauro presso le Officine Classiche.

A.L.F.A. 24 HP (1910)

L’esemplare di ALFA 24 HP esposto ad Automotoretrò 2020 presenta una carrozzeria torpedo realizzata da Ercole Castagna, che inaugura una proficua e duratura collaborazione fra il suo celebre atelier e la Casa del Biscione. L’Alfa Romeo, nel 1953, acquista la vettura da un proprio concessionario in Svizzera.

La 24 HP si posiziona a un livello medio-alto del mercato automobilistico dell’epoca, con un’impostazione tradizionale ma non priva di innovazioni: il telaio è a longheroni e traverse in lamiera stampata a C, l’assale anteriore stampato ad H e le sospensioni a balestre semiellittiche.

I freni, sulle ruote posteriori, sono a tamburo con comando a mano e a pedale. Il propulsore è un quattro cilindri in linea con monoblocco in ghisa e testa fissa. Le valvole laterali sono comandate, tramite punterie, da un albero a camme posto nel basamento. La cilindrata è di 4084 cc per una potenza di 42 CV 2200 giri/min (in seguito cresciuti a 45 CV a 2400 giri/min).

Particolarmente raffinata è la trasmissione: il cambio a quattro marce più retromarcia è collegato alle ruote tramite un albero di trasmissione in un solo troncone inserito in un gambo di forza. Le ruote sono a razze di tipo Sankey. Il peso in ordine di marcia di 1000 kg.

Le prestazioni di assoluto rilievo – con una velocità massima di 100 km/h – e una particolare cura costruttiva ne decretano l’immediato successo: fino al 1913 saranno prodotti circa 200 chassis, suddivisi in quattro serie. La maggior parte dei telai verrà allestita con carrozzeria torpedo. Tra l’altro, la versione “Corsa”, con carrozzeria aperta a due posti e peso ridotto a 870 kg, prenderà parte con buoni risultati a diverse competizioni, tra cui si segnala la brillante prestazione di Nino Franchini alla Targa Florio 1911: dopo aver a lungo condotto la gara – caratterizzata dalle avverse condizioni meteo – con un margine di oltre 6 minuti di vantaggio sulla Scat di Ceirano, si dovrà ritirare dopo esser stato accecato da uno schizzo di fango che gli farà perdere il controllo e danneggiare una ruota. Inoltre, allo scoppio della Prima Guerra mondiale, inizia la produzione di autotelai 24 HP per l’Esercito Italiano; successivamente, con l’intervento di Nicola Romeo, la produzione verrà sospesa e gli impianti destinati ad altri prodotti. I telai saranno migliorati e completati nel dopoguerra, dando origine alla 20-30 ES.

Alfa Romeo 6C 1500 Super Sport (1928)

L'Alfa Romeo 6C 1500 Sport nasce nel 1928 proprio all’insegna delle competizioni: il compatto sei cilindri in linea di soli 1467 cm3, in virtù del doppio asse a camme in testa, del rapporto di compressione maggiorato e del carburatore doppio corpo passa da 44 a 54 cavalli.

Sono le versioni Spider, perlopiù carrozzate a Zagato, Castagna e Touring, a catturare l’interesse dei gentlemen driver per essere impiegate nelle corse: vetture leggere, agili e scattanti con il lungo cofano che nasconde l’eccellenza meccanica del plurifrazionato gioiello di ingegneria meccanica.

Per aumentare ulteriormente le prestazioni, alla versione con carburatore doppio corpo viene affiancata una con compressore e carburatore singolo, denominata Super Sport: la potenza sale a 76 cavalli a 4800 giri/minuto e la velocità massima passa da 130 a 140 km/h.

Solo 31 esemplari di Alfa Romeo 6C 1500 nelle versioni Super Sport e Mille Miglia Speciale vengono prodotti dal 1928 al 1929: sei esemplari nella versione “testa fissa” da 84 Cv, 10 con compressore e 15 senza.

Il 1 aprile 1928 un’Alfa Romeo 6C 1500 SS della squadra corse ufficiale - condotta dall'equipaggio Campari/Ramponi - si aggiudica la seconda edizione della Mille Miglia: è l'inizio della leggenda Alfa Romeo nella celeberrima corsa, che vedrà la Casa milanese sul gradino più alto del podio di Brescia per altre 10 volte: un record storico che non potrà mai essere battuto. Negli stessi anni l’ex ufficiale della Guardia Russa Boris Ivanowski, trasferitosi a Parigi al termine della grande guerra, si distingue per le sue vittorie fuori dall’Italia: in coppia con Marinoni conquista la 24 ore di Spa del 1928, da solo vince la Coupe Georges Boillot; mentre l’anno successivo vince ancora, in Irlanda, la Irish GP Saorstat Cup.

Prima di diventare uno dei più grandi costruttori di auto sportive, un giovane Enzo Ferrari, a bordo di una Alfa Romeo 6C 1500 SS, nel 1927 vince in coppia con Giulio Ramponi sul circuito di Modena, bissando la vittoria in coppia con Eugenio Siena l’anno successivo. Sempre nel ’28 vince sul circuito di Alessandria, gare che lui stesso definisce locali, ma che saranno le fondamenta della radiosa carriera legata alle corse del Drake.

L'esemplare esposto ad Automotoretrò 2020 proviene dal Museo Storico Alfa Romeo di Arese e – preparato dagli esperti tecnici di FCA Heritage – ha trionfato nell’edizione 2019 della 1000 Miglia. Non si è trattato della prima vittoria nella “classica” bresciana per questa vettura, che era già salita sul gradino più alto del podio nelle edizioni rievocative del 2005 e del 2007, conquistando anche oltre oceano la Mille Millas Sport in Argentina nel 2007 e 2008. Questa arzilla Alfa Romeo non ha ancora smesso di correre e di vincere sulle strade di tutto il mondo.

Fiat Panda 30 (1980)

Ad Automotoretrò il pubblico può ammirare uno dei primi esemplari prodotti di Fiat Panda 30, di colore rosso. Evoluzione e sintesi delle gloriose Fiat 126 e 127, la Fiat Panda esordisce nel 1980 e continua instancabile ad evolversi, rappresentando un vero e proprio benchmark nella categoria con oltre 7,5 milioni di esemplari prodotti sino a oggi.

Disegnata da Giorgietto Giugiaro, la Panda è una compatta berlina due volumi, due porte e portellone con motore e trazione anteriore. Semplice nello schema tecnico, ma votata alla funzionalità e alla grande abitabilità, sfruttando al massimo lo spazio: compatta fuori ma grande dentro.

La Fiat Panda è caratterizzata dall’essenzialità del disegno, con grandi paraurti avvolgenti, un’alta fascia laterale protettiva e ampia superficie vetrata. I cristalli piani - anche il parabrezza - garantiscono grande luminosità all’abitacolo, essenziale ma estremamente funzionale, costruito con materiali semplici ma robusti, tutti completamente lavabili. Il bicilindrico di 652 cm3 raffreddato ad aria, evoluzione dello storico motore della 500 del 1957 poi utilizzato sulla 126, sviluppa 30 cavalli ed equipaggia la Panda 30 dedicata al mercato italiano. La si distingue dalla Panda 45, che invece monta il 4 cilindri 903 della 127, per la differente posizione asimmetrica della griglia metallica sulla calandra: sulla 30 le feritoie sono sul lato destro per fornire aria alla ventola del bicilindrico, mentre sulla 45 feritoie e radiatore dell'acqua sono sul lato sinistro.

In soli 3,38 metri la Panda offre spazio per cinque persone e grande versatilità nell’impiego degli spazi interni, come il divano posteriore che con sette posizioni differenti può persino diventare una piacevole amaca, una culla o un letto spazioso. Sia il due sia il quattro cilindri sono accoppiati a un cambio manuale a quattro marce, le sospensioni anteriori sono indipendenti, con schema Mc Pherson e freni a disco. Il ponte posteriore è ad assale rigido, sospeso da balestre a doppia foglia con ammortizzatori idraulici e freni a tamburo. Particolarmente interessanti i consumi: a 90 km/ora la Panda 30 percorre 19 km con 1 litro e la Panda 45 oltre 17. La velocità massima è rispettivamente di oltre 115 km/ora e di circa 140 km/ora.

Nel giro di tre anni le Panda si arricchiscono negli allestimenti, con le versione “Super”, per la 45 arriva la 5° marcia, ma l’ulteriore enorme successo si deve all'avvento della versione 4x4, costruita in collaborazione con l’austriaca Steyr-Puch, che trasforma la versatile utilitaria torinese in una inarrestabile piccola e leggera fuoristrada, che diventa presto beniamina degli amanti della vita all’aperto e degli sport. Una inseparabile compagna non solo per chi vive in montagna. Il crescente successo della longeva prima serie dura oltre vent’anni. Nel 2003 viene varata la seconda, cui farà seguito l’attuale terza serie che nasce nel 2012.

Quest’anno la Fiat Panda festeggia il 40° anniversario, e FCA Heritage ha scelto di iniziare le celebrazioni per il compleanno di uno dei modelli più longevi della storia Fiat proprio a Torino, affiancando uno dei primi esemplari prodotti alla nuova ed esclusiva Panda Trussardi, presentata nello scorso mese di settembre.

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