Fiat Panda 100 HP: poca spesa, tanta resa

Con un budget contenuto si può ancora acquistare una compatta divertente da guidare e di sicura rivalutazione nei prossimi anni

Sarà perché non ha ancora compiuto il suo ventesimo anniversario, oppure anche per il fatto di essere quasi finita nel dimenticatoio a causa della sua limitata diffusione, fatto sta che a oggi le poche 100 HP presenti sul mercato sono proposte a prezzi ancora accessibili. Tutto ciò nonostante la scritta 100 HP sulla parte sinistra del portellone, una sigla che identifica una “macchinetta” con la quale ci si può divertire spendendo poco e senza la necessità di avere sotto il cofano le “cavallerie” confrontabili con quelle delle poche compatte sportive sopravvissute all’inesorabile processo di elettrificazione.

Cambio “corto”

1/5

Del resto, a metà degli anni ’90 l’obiettivo del marketing Fiat fu proprio quello di proporre una compatta sportiva per divertirsi senza spendere un’esagerazione, come sottolinea il suo prezzo di attacco di poco superiore ai 13.000 euro. Il tutto senza scomodare il marchio Abarth, utilizzato qualche anno dopo per la 500, ma rispolverando la sigla HP che negli anni ’70 ha nobilitato le Autobianchi A112 sottoposte alla cura Abarth.

Il risultato è una “sportivetta” che si fa subito apprezzare grazie alla miscela molto equilibrata e ben amalgamata di 3 ingredienti fondamentali: peso di circa 1.000 kg, motore aspirato 1.4 16 valvole da 100 CV e primi tre rapporti ravvicinati del cambio a 6 marce.

Certo, la forma della Panda con la sportività non ha molto a che vedere, ma l’immagine grintosa di questo modello è comunque sottolineata da una serie di dettagli mirati: scudi paracolpi specifici con griglie a nido d’ape, terminale di scarico cromato, parafanghini in plastica riportati e spoiler sopra il lunotto, il tutto associato all’assetto ribassato di 15 mm, ai bei cerchi in lega da 15 pollici con pneumatici 195/45 e ai cristalli posteriori oscurati.

Sedili avvolgenti e tasto Sport

1/6

Classici anche gli interventi mirati a rendere più sportivo l’abitacolo: sedili avvolgenti, volante e pomello del cambio rivestiti in pelle, strumentazione dalla grafica diversa rispetto alle versioni normali e tasto Sport sulla consolle per rendere il motore più pronto ai comandi del gas e meno invasiva l’azione del servosterzo. Nota di demerito invece per quanto riguarda la posizione di guida, troppo rialzata come su tutte le Panda e in netto contrasto con l’indole di una compatta “tutto pepe”.

Dal punto di vista meccanico, per contenere i costi, sotto il cofano è stato di fatto “trapiantato” il motore della Grande Punto1.4 16V, l’assetto è stato semplicemente irrigidito e l’impianto frenante si compone ora di dischi anteriori autoventilanti da 257 x 22m, mentre i posteriori pieni misurano 240 x 11mm. Il controllo elettronico di stabilità è lo stesso delle altre Panda, così come il servosterzo elettrico, che non brilla né per precisione, né tantomeno dal punto di vista dell’affidabilità.

Managgevole e scattante

1/2

Cento CV ai giorni nostri fanno quasi sorridere, ma quando devono spostare solo 1.000 kg di peso, la situazione è diversa, soprattutto negli scatti brevi, dove la 100 HP riesce sempre a strappare qualche sorriso. Certo, man mano che la velocità cresce, la grinta si stempera di pari passo, ma la piccola di Casa Fiat non è stata certo concepita per stabilire nuovi record al semaforo.

Nasce infatti con un altro obiettivo, e lo si percepisce non appena si affronta la prima curva: l’inserimento in traiettoria è rapido, e volendo si può rendere ancora più incisivo “scaricando” la coda con un bel trasferimento di carico. A quel punto la coda tende ad allargare, ma un istante dopo interviene il controllo elettronico di stabilità. Un dispositivo di sicurezza purtroppo non disinseribile, esattamente come nel caso dell’attuale 500 Abarth, che dalla Panda eredita il pianale e le sospensioni. Nonostante il baricentro alto, il rollio resta tutto sommato più che accettabile, così come la frenata contrasta sempre senza difficoltà le prestazioni brillanti assicurate dal motore (da 0 a 100 km/h in circa 9 secondi e mezzo e 180 km/h di velocità massima).

Convince meno lo sterzo: anche premendo il pulsante Sport, assicura una connessione abbastanza vaga e approssimativa con gli pneumatici anteriori, così come è necessario prendere le misure con un servofreno fin troppo invasivo che compromette il feeling con il pedale alle velocità più basse.

Pregi e difetti

PRO

Agilità

Spunto da fermo

Affidabilità

CONTRO

Seduta rialzata

ESP non disinseribile

Sterzo poco preciso

LE PRESTAZIONI RILEVATE DA AUTOMOBILISMO (febbraio 2007)

Potenza massima al motore: 108,7 CV a 6.190 giri

Potenza massima alle ruote: 78,9 CV a 6.190 giri

Coppia massima: 14,1 kgm a 4.590 giri

Velocità massima: 180,8 km/h (in sesta a 5.500 giri)

Accelerazione 0-100 km/h: 9,46"

Accelerazione 0-400 metri 16,70" (vel. uscita 128,8 km/h)

Accelerazione 0-1.000 metri 31,93" (vel. uscita 155,2 km/h)

Frenata da 100 km/h: 36,6 metri

Frenata da 130 km/h: 83,2 metri

Percorrenza media: 12,6 km/litro

Peso in ordine di marcia: 1.035,2 kg

© RIPRODUZIONE RISERVATA