Il bollo auto non esiste più: sostituita da un’unica tassa da 160 euro | Il modello francese basato sulle emissioni di co2
In Francia non esiste il bollo auto per i veicoli privati. Scopri il sistema alternativo basato sulle emissioni di CO2: una tassa annuale che sorprende molti.
L’assenza del bollo, tuttavia, non significa l’assenza totale di oneri per i proprietari di automobili. La Francia ha infatti introdotto una tassa annuale specifica, mirata a incentivare comportamenti più sostenibili e a penalizzare i veicoli più inquinanti. Una scelta che riflette una crescente attenzione verso l’impatto ambientale e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, un tema sempre più centrale nell’agenda politica europea.
Questa differenza fondamentale tra i due sistemi fiscali mette in luce prospettive divergenti su come equilibrare le entrate statali con gli obiettivi di sostenibilità ambientale. La Francia, con il suo modello, sembra voler spingere attivamente i cittadini verso scelte veicolari più eco-compatibili, proponendo un sistema che premia chi inquina meno e impone un costo a chi contribuisce maggiormente all’inquinamento atmosferico.
Il sistema francese: Dalle emissioni all’importo annuale

Analisi del sistema francese: dalle emissioni all’importo annuale.
Il cuore del sistema fiscale automobilistico francese ruota attorno al concetto di responsabilità ambientale. A differenza del bollo italiano, che è calcolato principalmente sulla potenza del motore, la tassa francese si concentra sulle emissioni di CO2. Nello specifico, è prevista una tassa di 160 euro l’anno per tutti i veicoli privati che superano una soglia ben definita di emissioni.
La soglia critica è fissata a 190 grammi di CO2 per chilometro (g/km). Ciò significa che i proprietari di veicoli con emissioni inferiori a questa soglia sono esenti dalla tassa annuale, beneficiando di un notevole risparmio rispetto ai loro omologhi italiani. Questo meccanismo è stato pensato per disincentivare l’acquisto e l’utilizzo di auto ad alto impatto ambientale, promuovendo al contempo la diffusione di veicoli più puliti ed efficienti.
L’approccio francese è un chiaro segnale politico: l’obiettivo non è semplicemente raccogliere entrate, ma guidare il mercato automobilistico verso una transizione ecologica. Chi sceglie un’auto con emissioni più elevate, non solo contribuisce maggiormente all’inquinamento, ma è anche chiamato a un maggiore onere fiscale. È una misura che spinge i consumatori a considerare l’impronta carbonica del proprio veicolo al momento dell’acquisto, favorendo modelli ibridi, elettrici o comunque a basse emissioni.
Questo sistema, inoltre, è in continua evoluzione, con la soglia di emissioni che tende a diminuire nel tempo, rendendo l’obiettivo di sostenibilità sempre più stringente e spingendo l’industria automobilistica a innovare ulteriormente per ridurre le emissioni dei propri veicoli.
Cosa significa per gli automobilisti e il confronto con l’Italia
L’impatto per gli automobilisti: il confronto con la realtà italiana.
Per l’automobilista medio francese, l’assenza del bollo tradizionale rappresenta un sollievo economico significativo, a patto che la sua vettura rientri nei parametri di basse emissioni. Chi possiede un veicolo ecologico, di fatto, non sostiene alcun costo annuale legato al semplice possesso del mezzo, se non quelli relativi all’assicurazione, manutenzione e carburante. Questo crea un forte incentivo finanziario all’acquisto di auto meno inquinanti, favorendo un rapido rinnovamento del parco auto in una direzione più verde.
Il contrasto con il sistema italiano è evidente. In Italia, il bollo auto è un costo fisso annuale per tutti i veicoli immatricolati, a prescindere dall’uso e con pochissime eccezioni legate all’età del veicolo o alla sua categoria (elettrici, ibridi, GPL/metano spesso beneficiano di esenzioni o riduzioni iniziali, ma poi rientrano nel regime generale). Il sistema italiano è percepito da molti come una tassa sulla proprietà, piuttosto che sull’impatto ambientale.
Il modello francese, d’altra parte, premia le scelte consapevoli e penalizza quelle meno sostenibili. Sebbene una tassa di 160 euro possa sembrare modesta, essa si aggiunge ad altre politiche fiscali che la Francia adotta per i veicoli più inquinanti, come malus all’acquisto per auto nuove con alte emissioni. Questa combinazione di incentivi e disincentivi mira a modellare il comportamento dei consumatori e a orientare il mercato automobilistico verso standard ambientali più elevati.
La foto dell’automobilista in lacrime, spesso associata alla percezione del bollo in Italia, trova una sua controparte ideale nella potenziale serenità di un automobilista francese che, guidando un veicolo a basse emissioni, si vede alleggerito da un onere annuale che in altri paesi è invece inevitabile. È un esempio concreto di come le politiche fiscali possano essere strumenti potenti non solo per la raccolta di entrate, ma anche per la promozione di obiettivi sociali e ambientali.
