Questa è la bisnonna della Multipla: tutto è nato da qui | La più brutta (e utile) monovolume di sempre

Scopri come la Fiat 600 Multipla, pioniera delle monovolume e frutto del genio di Dante Giacosa, ha rivoluzionato il modo di viaggiare delle famiglie italiane.

Questa è la bisnonna della Multipla: tutto è nato da qui | La più brutta (e utile) monovolume di sempre
Scopri come la Fiat 600 Multipla, pioniera delle monovolume e frutto del genio di Dante Giacosa, ha rivoluzionato il modo di viaggiare delle famiglie italiane.

Nel 1956, l’Italia era un paese in piena trasformazione, animato da un’energia inarrestabile e da un massiccio esodo interno. Milioni di persone si spostavano dal Sud al Nord, alimentando il triangolo industriale di Milano, Genova e Torino. Le fabbriche crescevano a dismisura, trasformando il volto delle città e richiedendo una forza lavoro sempre più numerosa. In questo contesto di fervore e migrazione, la necessità di mezzi di trasporto efficienti e capienti per le famiglie diventava impellente. Le immatricolazioni di nuove vetture subivano un’impennata, e la Fiat era pronta a rispondere a questa esigenza.

Fu in questo scenario che la Fiat, grazie alla visione del suo geniale ingegnere Dante Giacosa, diede vita a un veicolo destinato a segnare un’epoca: la 600 Multipla. Anticipando di fatto il concetto moderno di monovolume, Giacosa pensò di riposizionare i sedili sopra l’asse anteriore, liberando così spazio prezioso nell’abitacolo. Questa soluzione non solo ottimizzava gli spazi, ma offriva una versatilità fino ad allora sconosciuta per un’automobile di quelle dimensioni, rendendola l’auto ideale per le famiglie italiane che si stavano muovendo e crescendo.

L’intuizione di Giacosa e la nascita della Multipla

L'intuizione di Giacosa e la nascita della Multipla

La geniale intuizione di Giacosa che diede origine alla Fiat Multipla.

 

La storia della Multipla inizia un anno prima, con il debutto della Fiat 600 al Salone di Ginevra il 9 marzo 1955. Concepita anch’essa da Dante Giacosa per sostituire la celebre Topolino, la 600 era un capolavoro di ingegneria per l’epoca: compatta all’esterno (appena 3,20 metri di lunghezza) ma sorprendentemente spaziosa all’interno, capace di ospitare comodamente quattro persone. Il segreto risiedeva nell’architettura meccanica, concentrata interamente al retrotreno, dove un motore a 4 cilindri da 633 cc, sviluppato dallo stesso Giacosa, trovava posto a sbalzo dell’asse posteriore.

La 600 fu un successo immediato, divenendo in breve tempo un simbolo del boom economico italiano e un’auto alla portata di tutti, persino di celebrità come Sofia Loren. Sulla base di questo trionfo, Giacosa si spinse oltre. L’idea di una vettura ancora più versatile per il trasporto di persone o merci sfociò nella nascita della 600 Multipla. Mantenendo la stessa base meccanica della 600, ma rivoluzionando la carrozzeria e l’abitacolo, Giacosa creò un veicolo con una capacità interna senza precedenti, offrendo configurazioni diverse per passeggeri o un’ampia zona di carico, rendendola una vera e propria innovazione per il tempo.

Un’eredità duratura: l’impatto della Multipla sull’automobilismo

Un'eredità duratura: l'impatto della Multipla sull'automobilismo

L’eredità duratura della Fiat Multipla: un’auto che ha diviso ma influenzato l’automobilismo.

 

La Fiat 600 Multipla non fu solo un veicolo; rappresentò una svolta concettuale nel design automobilistico. Con la sua configurazione a “cab forward”, dove i passeggeri sedevano davanti all’asse anteriore, essa anticipò decenni il concetto di monovolume, un’idea che sarebbe stata ripresa e raffinata da molte case automobilistiche in tutto il mondo. La sua capacità di adattarsi a diverse esigenze, dal trasporto familiare a quello commerciale leggero, la rese incredibilmente popolare e funzionale per un’Italia che richiedeva flessibilità e praticità.

Il successo della 600, e di conseguenza della Multipla, fu tale da superare i due milioni di unità prodotte dalla Fiat stessa entro il 1970, senza contare le innumerevoli licenze di produzione che la videro circolare per decenni in paesi come la Jugoslavia (Zastava), la Spagna (Seat) e l’Argentina (Someca). Anche se il suo design oggi può sembrare singolare, l’innovazione intrinseca della Multipla e la sua capacità di rispondere alle esigenze di una società in evoluzione le hanno garantito un posto d’onore nella storia dell’automobile. Celebrare i suoi settant’anni significa riconoscere il genio di Dante Giacosa e l’impatto duraturo di un’auto che ha davvero messo le famiglie italiane su quattro ruote.