a cura della Redazione - 27 May 2018

Il Centro Storico Fiat coinvolto nella prima edizione di Archivissima

Ospiterà dal 6 all’8 giugno la mostra “Dietro la pubblicità” nell’ambito del programma di eventi
della prima edizione del festival internazionale degli archivi. FCA Heritage sponsor della manifestazione
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    Nell’elegante edificio liberty di via Chiabrera 20 a Torino si potranno vedere da vicino alcuni preziosi bozzetti appartenenti alla collezione del Museo e per la prima volta digitalizzati. Saranno quindi esposte opere d’arte prevalentemente inedite: ovvero i disegni preparatori di autori come Sironi, Romano, Codognato, Riccobaldi, Dudovich e Puppo - svelati su riproduzioni e in parte anche in originale - che testimoniano le tecniche, i ripensamenti, la ricerca di un linguaggio capace di raccontare, lungo l’arco del Novecento, l’azienda e i suoi prodotti.
    Da un lato, automobili, camion, trattori, idrovolanti, treni, lavatrici - tutti a marchio Fiat; dall’altro, guerrieri, esploratori, signore eleganti o sognanti, fattorini e uomini d’affari. Metropoli, fabbriche e campi di grano. Ricombinando questi ingredienti i bozzetti ci restituiscono - con esiti e freschezza talvolta superiori ai manifesti pubblicitari definitivi, anch’essi in mostra al Centro Storico Fiat - quegli ideali di eleganza, velocità, potenza, essenzialità di linee, che sono stati patrimonio comune dell’azienda e dei principali movimenti artistici del XX secolo.
    Per garantire il più ampio accesso al pubblico, durante Archivissima il Centro Storico Fiat osserverà degli orari di apertura straordinaria: il 6 e il 7 giugno dalle 15 alle 20; l’8 giugno dalle 15 alle 23. Inoltre, in occasione della terza edizione de La notte degli archivi, la sera dell’8, a partire dalle 20.30, il Centro Storico Fiat ospiterà il reading di un racconto ispirato dai propri materiali d’archivio a cura dello scrittore Stefano Trinchero. E a seguire il flashmob "Torino - Detroit e ritorno. Gli albori del fordismo alla Fiat” dei ragazzi del Liceo Coreutico Germana Erba e una breve tavola rotonda.
    Il Centro Storico Fiat ha sede nella palazzina che ospitò il primo ampliamento, risalente al 1907, delle officine di corso Dante dove nacque la Fabbrica Italiana Automobili Torino. Nel 1963 vi fu inaugurata un’esposizione permanente che racconta la nascita e lo sviluppo tecnologico, sociale ed economico della Fabbrica Italiana Automobili Torino. La sede è stata ampliata e arricchita nel 2011 per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, e oggi si sviluppa su 3000 metri quadri.
    Al museo è possibile scoprire l’illustre storia tecnologica di Fiat, che ha raggiunto vette d’eccellenza in ogni ambito. Si può ammirare il primo motore di aviazione del 1908; la produzione bellica e quella agricola; la Littorina, protagonista del trasporto ferroviario negli anni Trenta; i grandi motori per le navi ma anche le biciclette, sino agli elettrodomestici, che caratterizzarono i consumi del secondo dopoguerra. Non mancano, ovviamente, le automobili: modelli storici che ripercorrono oltre un secolo di innovazione industriale e che ancora oggi esprimono il fascino della modernità.
    Grazie a una ricchissima collezione di automobili, cimeli, modellini, manifesti pubblicitari, e a un enorme patrimonio documentale, è possibile ripercorre le tappe cruciali della storia dell’azienda. Attualmente il Centro Storico documenta l’attività Fiat nel corso del Novecento, nei diversi settori aziendali, e raccoglie più di 5.000 metri lineari di testimonianze cartacee; 300.000 disegni tecnici; 18.000 manifesti; 1.300 bozzetti; 5.000 tra volumi e riviste di automobilismo e storia industriale; 6 milioni di immagini; 200 ore di filmati storici.
    Attraverso la ricostruzione di alcuni ambienti negli stabilimenti- simbolo di Fiat si percepiscono i cambiamenti dei metodi produttivi: dagli albori della lavorazione “artigianale” della prima officina di corso Dante alla catena di montaggio presente a Mirafiori negli anni Cinquanta, fino alla riproduzione dell’ufficio di Dante Giacosa, il progettista di modelli iconici come Topolino, 600 e 500: le vetture che hanno motorizzato l’Italia.

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