Perchè i maranza vanno in giro con la Nutella nel bagagliaio? | La usano per non farsi intercettare dalle forze dell’ordine

Scoperta shock: alcuni giovani italiani usano la Nutella per rendere illeggibili le targhe dei veicoli e sfuggire ai controlli. Una pratica pericolosa e punibile.

Perchè i maranza vanno in giro con la Nutella nel bagagliaio? | La usano per non farsi intercettare dalle forze dell’ordine
Una tendenza preoccupante sta emergendo tra alcuni giovani, definiti “maranza”, che utilizzano un metodo insolito e assolutamente illegale per tentare di eludere i controlli delle forze dell’ordine: spalmare crema spalmabile sulla targa del veicolo. L’obiettivo è chiaro: rendere la targa illeggibile, sia agli occhi degli agenti che alle telecamere dei sistemi di rilevazione, evitando così multe per eccesso di velocità, accesso a zone a traffico limitato (ZTL) o altre infrazioni.

Questa pratica, che potrebbe sembrare innocua o persino bizzarra a un primo sguardo, nasconde in realtà una grave violazione delle norme del Codice della Strada e comporta rischi significativi sia per chi la attua sia per la sicurezza stradale generale. Le forze dell’ordine sono ora allertate e stanno intensificando i controlli per contrastare questo fenomeno.

Il modus operandi e le pesanti conseguenze legali

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Dalle strategie illecite alle inesorabili e pesanti conseguenze legali.

 

Il “trucco” consiste nell’applicare uno strato sottile di Nutella o di una crema simile sulla superficie della targa. La consistenza e il colore scuro della crema sono sufficienti a distorcere o occultare i caratteri alfanumerici, rendendo estremamente difficile l’identificazione del veicolo. Questo stratagemma è particolarmente efficace contro i sistemi di rilevamento automatico, come gli autovelox o le telecamere per le ZTL, che faticano a decifrare le targhe alterate.

Tuttavia, ciò che molti di questi individui non considerano sono le gravi implicazioni legali. Il Codice della Strada italiano è molto chiaro riguardo all’obbligo di rendere la targa sempre leggibile. L’articolo 100, comma 10, stabilisce che “chiunque circola con un veicolo munito di targa non propria o contraffatta è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.046 a euro 8.186”. Sebbene la Nutella non sia una “targa contraffatta”, il comma 1 dell’articolo 100 prevede che “gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi devono essere muniti di targa posteriore e anteriore, recante i dati di immatricolazione”. L’illeggibilità ricade spesso sotto l’articolo 102 (Smarrimento, sottrazione, deterioramento e distruzione di targa), ma l’applicazione volontaria di sostanze per renderla illeggibile rientra nella manomissione della targa, con sanzioni molto più severe.

Le sanzioni possono includere multe salate, il ritiro della carta di circolazione, il fermo amministrativo del veicolo e persino la decurtazione di punti dalla patente. In alcuni casi, a seconda della gravità e dell’intento, si potrebbe addirittura configurare un reato.

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Il fenomeno dell’alterazione delle targhe, per quanto possa sembrare una “furbata”, rappresenta un attacco diretto al principio di legalità e alla sicurezza stradale. Un veicolo con una targa illeggibile è un veicolo che può commettere infrazioni senza essere identificato, aumentando il senso di impunità e minando l’efficacia dei controlli pensati per proteggere tutti gli utenti della strada.

Le forze dell’ordine sono attivamente impegnate nel contrastare queste pratiche. L’uso di tecnologie avanzate e l’esperienza degli agenti permettono di individuare rapidamente i veicoli con targhe alterate. Una volta fermati, i responsabili non solo dovranno affrontare le conseguenze amministrative e penali, ma saranno anche costretti a rimuovere immediatamente la sostanza illecita, ripristinando la leggibilità della targa.

È fondamentale che prevalga il senso di responsabilità civica. La sicurezza stradale è un bene comune e ogni tentativo di aggirare le regole mette a rischio non solo chi lo fa, ma l’intera collettività. Le “scorciatoie” illegali hanno sempre un prezzo, e in questo caso, il prezzo è la propria fedina penale e la sicurezza di tutti. Rispettare le norme è l’unico modo per garantire una convivenza civile e sicura sulle nostre strade.