a cura della Redazione - 15 febbraio 2020

Le vittorie Ferrari a Le Mans in mostra al museo di Maranello

Esposte una 166 MM, una 275P e una moderna 488 GTE. C’è anche un simulatore professionale per “girare” a Le Mans. Fino a maggio anche “90 anni Ferrari” sulla storia del Cavallino

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La mostra “Ferrari at 24 Heures du Mans” del Museo Ferrari a Maranello è stata ufficialmente inaugurata e sarà aperta fino al 19 aprile 2020.

L’esibizione offre la possibilità di rivivere settant’anni di vittorie del Cavallino Rampante, ammirando da vicino alcune delle auto che hanno conquistato i 36 successi che costituiscono il palmarès Ferrari nella leggendaria gara di durata della Sarthe.

Per i visitatori c’è anche l’opportunità di provare il simulatore della 488 GTE lungo gli oltre 13 chilometri della pista di Le Mans e di partecipare gratuitamente al “86,400 Seconds Challenge” con il quale sfidare il tempo sul giro segnato da David Tonizza, F1 eSport Series World Champion. I più bravi saranno invitati di nuovo al Museo, dal 20 al 22 marzo, per una sfida finale che decreterà il vincitore.

Al Museo Ferrari di Maranello, aperto tutti i giorni dalle 9,30 alle 18 (ingresso 17 euro, ridotto 15, minori accompagnati 7 euro), sono esposti numerosi altri esemplari storici all’interno delle due mostre in corso: “Hypercars - L’evoluzione dell’unicità” e “90 anni - Scuderia Ferrari, la storia completa”.

Le auto esposte in quest’ultima mostra testimoniano la storia gloriosa di Maranello, a partire dall’Alfa Romeo 8C 2300 Spider che fu la prima a portare il Cavallino Rampante sulla sua livrea nel 1932 alla 24 Ore di Spa, fino alla SF71H, la monoposto con cui lo scorso anno hanno gareggiato Sebastian Vettel e Kimi Räikkönen.

L’arco temporale compreso fra queste due vetture è raccontato da indimenticabili monoposto, protagoniste di gare sofferte, di storiche vittorie e talvolta di sconfitte dolorose. Ecco allora la Ferrari 500, con cui Alberto Ascari conquistò due titoli mondiali di fila nel 1952 e 1953. E ancora la Ferrari D50 di Juan Manuel Fangio, che nel 1956 lo portò alla conquista del quarto dei suoi cinque titoli iridati. C’è anche la Ferrari Dino 246 F1, con cui Mike Hawthorn vinse il campionato del mondo, battendo per un solo punto Stirling Moss. La serie prosegue con la Ferrari 156 F1 del 1963, la monoposto della prima vittoria in Formula 1 di John Surtees, l’eroe dei due mondi capace di trionfare su due e quattro ruote. Ecco la 312 T del 1975, rivoluzionaria per il cambio in posizione trasversale, che permise al giovane Niki Lauda di conquistare il suo primo titolo Mondiale, e la 312 T4 guidata da Gilles Villeneuve, il modello con cui Jody Scheckter vinse nel 1979. Non poteva mancare la Ferrari F2004, la monoposto dell’ultimo titolo Mondiale di Michael Schumacher, conquistato con 13 vittorie di cui sei consecutive. Scorrendo questo lungo palmares arriviamo alla F2007, con cui Kimi Räikkönen si impose tra i Piloti con una rimonta incredibile culminata con la vittoria nel GP del Brasile e il successo per un solo punto in classifica.

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