di Tommaso Ferrari
20 October 2022

L'ultima Aventador di sempre si ispira alla Miura Roadster del 1968

Il canto del cigno della Aventador omaggia la one off di Bertone, sfortunatamente mai entrata in produzione

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Quest’anno Lamborghini dice addio al suo emozionante e conturbante motore V12, un 6.5 litri aspirato come non ne fanno praticamente più, erede spirituale del primo dodici cilindri di S. Agata. D’ora in avanti il glorioso propulsore verrà – sigh – affiancato ad una componente ibrida, di conseguenza è il momento di salutare anche la Aventador, arrivata dopo la Murcielago e supercar dodici cilindri più venduta (di ampissimo margine) nella storia di Lamborghini.

L’ultimo esemplare è una versione scoperta azzurra, ma c’è ben di più dietro: il canto del cigno della Aventador è una speciale Ultimae realizzata dal programma Ad Personam e ispirata alla Miura Roadster, concept ideato da Nuccio Bertone nel 1968. La Miura Roadster (che poi in realtà è una Targa) prevedeva l’assenza del tetto, il seducente motore a vista senza copertura e un posteriore leggermente diverso, ma Lambo decise stranamente di non produrla.

La casa di S. Agata, su richiesta di un cliente svizzero, ha deciso di omaggiare quella one-off del passato con una Aventador verniciata in Azzurro Flake e in Grigio Liqueo per la parte bassa (esattamente come la Miura scoperta), i cerchi sono argentati e gli interni sono in pelle Bianco Leda, sempre come l’antenata. Una bella pensata, che omaggia la prima supercar del mondo automotive e cala il sipario su un’altra supercar del Toro che ha scritto la storia, in parte per il suo look mozzafiato e in parte per prestazioni fenomenali. Inutile dire che ci mancherà.

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