“L’auto è intestata al papi” | 3558€ di MULTA: nel 2026 non superi il posto di blocco se non sei nel nucleo familiare
Guidare l’auto di un familiare può costare caro se non conosci le regole del Codice della Strada. Scopri chi può usarla e quando per evitare multe e problemi.
Prendere in prestito l’auto di un familiare è una pratica comune e spesso considerata innocua, una semplice cortesia tra parenti. Tuttavia, il Codice della Strada italiano ha delle regole precise che, se ignorate, possono portare a sanzioni economiche molto salate e persino al ritiro della carta di circolazione. Non si tratta di un divieto assoluto, ma di un insieme di norme volte a prevenire l’evasione fiscale e a garantire la tracciabilità del veicolo. L’articolo 94, comma 4-bis, è il fulcro di queste disposizioni e stabilisce quando l’uso di un veicolo non di proprietà può diventare problematico. È fondamentale conoscerle per evitare spiacevoli sorprese e tutelarsi da multe e complicazioni.
Uso dell’auto di famiglia: le regole chiare
Uso dell’auto di famiglia: stabilire regole chiare per tutti.
L’articolo 94, comma 4-bis del Codice della Strada, introdotto nel 2014, stabilisce che se un veicolo è utilizzato da una persona diversa dal proprietario per un periodo superiore a 30 giorni consecutivi, è necessario aggiornare la carta di circolazione. Questa regola non si applica, tuttavia, se l’utilizzatore è un familiare convivente. La norma è pensata per quei casi di uso esclusivo e continuativo da parte di un soggetto terzo, non per il prestito occasionale o di breve durata.
Nello specifico, la legge prevede che l’obbligo di aggiornamento si attivi quando un’auto, moto o rimorchio è concesso in “comodato d’uso” a un soggetto non proprietario per oltre un mese. La parte più importante per i familiari è la distinzione tra conviventi e non conviventi. Se il familiare che usa l’auto risiede nella stessa abitazione del proprietario, l’aggiornamento non è richiesto. Questo perché si presume un uso condiviso e non esclusivo. Al contrario, se il familiare vive in un’altra abitazione e utilizza l’auto per più di 30 giorni consecutivi, l’obbligo scatta. È cruciale comprendere la differenza tra “prestito occasionale” e “uso continuativo”, poiché è quest’ultimo a far sorgere l’obbligo legale.
Cosa rischi e come evitare problemi
Scopri i rischi e le soluzioni per evitare problemi.
Le conseguenze per chi non rispetta l’articolo 94, comma 4-bis, sono tutt’altro che leggere. La sanzione amministrativa pecuniaria varia da un minimo di 712 euro a un massimo di 3.558 euro. Oltre alla multa, è previsto il ritiro della carta di circolazione, un provvedimento che può causare non pochi disagi. Per regolarizzare la situazione e evitare queste sanzioni, l’utilizzatore deve richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione presso la Motorizzazione Civile, presentando il modulo DTT2119 e i documenti che attestano il comodato d’uso.
Per evitare di incorrere in queste problematiche, è consigliabile prestare attenzione alla durata e alla frequenza con cui un familiare non convivente utilizza l’auto. Se l’uso si protrae per più di 30 giorni consecutivi, è opportuno considerare l’aggiornamento della carta di circolazione. È sempre meglio essere prudenti e informati piuttosto che affrontare le pesanti conseguenze di una violazione. Un semplice controllo o una breve telefonata alla Motorizzazione Civile possono chiarire ogni dubbio e garantire che l’uso dell’auto familiare rimanga un gesto di cortesia e non si trasformi in una spiacevole e costosa disavventura legale.
