“Dalle 8.45 alle 15”: treni disattivati a causa dell’ennesimo sciopero | Vogliono 150 euro in più, altrimenti Milano resta scollegata

Giovedì 15 novembre, a Milano, l’agitazione indetta da Al Cobas minaccia il servizio metro e mezzi. Scopri gli orari a rischio e le motivazioni dietro la richiesta di 150 euro in più.

“Dalle 8.45 alle 15”: treni disattivati a causa dell’ennesimo sciopero | Vogliono 150 euro in più, altrimenti Milano resta scollegata
Giovedì 15 gennaio, a Milano, l’agitazione indetta da Al Cobas minaccia il servizio metro e mezzi. Scopri gli orari a rischio e le motivazioni dietro la richiesta di 150 euro in più.La città di Milano si prepara ad affrontare un nuovo sciopero dei trasporti pubblici, proclamato dal sindacato Al Cobas per giovedì 15 novembre. L’agitazione, che coinvolgerà il personale delle linee gestite da ATM, potrebbe causare significativi disagi e interruzioni nel servizio di metro, bus e tram per l’intera giornata. I pendolari sono invitati a prendere nota degli orari critici per organizzare al meglio i propri spostamenti.

Le fasce orarie in cui il servizio non sarà garantito sono dalle 8:45 alle 15:00 e successivamente dalle 18:00 fino al termine del servizio giornaliero. Fuori da queste finestre, il trasporto dovrebbe operare regolarmente, ma è sempre consigliabile verificare gli aggiornamenti in tempo reale prima di mettersi in viaggio. La protesta mira a sollevare questioni fondamentali relative alle condizioni lavorative e alla gestione del servizio pubblico, con una richiesta centrale di un aumento salariale.

Le ragioni della protesta: dalla privatizzazione all’aumento salariale

Le ragioni della protesta: dalla privatizzazione all'aumento salariale

Dalle privatizzazioni ai salari: le molteplici ragioni che alimentano le proteste sociali.

 

Al centro della mobilitazione di Al Cobas vi sono rivendicazioni di ampia portata che toccano direttamente la struttura e la gestione del servizio di trasporto pubblico locale. Il sindacato esprime una forte opposizione ai processi di liberalizzazione, privatizzazione e alle continue gare d’appalto che interessano i servizi gestiti dal Gruppo ATM. Una delle richieste primarie è la reinternalizzazione di tutti i servizi di trasporto pubblico locale (TPL) che sono stati ceduti in appalto o subappalto, includendo anche le attività complementari che operano sul territorio di Milano e del suo hinterland.

L’agitazione si scaglia inoltre contro il progetto denominato “Milano Next”, proponendo in alternativa la trasformazione di ATM S.p.A. in un’Azienda Speciale del Comune di Milano. Questo comporterebbe un affidamento diretto in house dei servizi di trasporto, con l’obiettivo ultimo di renderli gratuiti per gli utenti. Un punto chiave delle rivendicazioni riguarda la sicurezza dei lavoratori e degli utenti, con la richiesta di ripristinare il distanziamento tra conducenti e passeggeri e la chiusura della porta anteriore dei mezzi.

Non mancano poi le istanze relative al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie. Al Cobas chiede un significativo miglioramento della pulizia, igienizzazione e sanificazione sia dei mezzi che degli ambienti di lavoro. Vengono sollecitati anche interventi concreti a tutela della sicurezza dei lavoratori più esposti ad aggressioni e una gestione più equa delle ferie, con una conseguente riduzione del ricorso al lavoro straordinario.

150 euro in più al mese: le richieste economiche e contrattuali

150 euro in più al mese: le richieste economiche e contrattuali

150 euro in più al mese: le richieste economiche e contrattuali.

 

Tra le richieste più immediate e sentite dai lavoratori, spicca la domanda di un aumento di 150 euro nette mensili per tutti i lavoratori fino al parametro 193. Un aspetto cruciale di questa richiesta è che l’aumento non dovrebbe essere legato alla produttività, bensì rappresentare un incremento fisso sulla retribuzione base. A corredo di questa istanza economica, il sindacato sollecita nuove assunzioni e la trasformazione dei contratti part-time in full-time per chiunque ne faccia richiesta, al fine di garantire maggiore stabilità e opportunità di carriera.

Al Cobas evidenzia anche la necessità di adeguare il pagamento delle ferie, affinché sia conforme alla normativa e alle sentenze vigenti, garantendo così un trattamento economico corretto per i periodi di riposo. Un’ulteriore denuncia riguarda comportamenti ritenuti discriminatori o intimidatori da parte di alcuni dirigenti di deposito, per i quali si chiede un intervento risolutivo. Infine, tra le richieste specifiche, figura anche il miglioramento della dotazione di divise e vestiario fornita al personale, un dettaglio che incide direttamente sulla dignità e la funzionalità quotidiana dei lavoratori.

Questo sciopero, indetto a livello aziendale, riflette un malcontento profondo e trasversale. Gli utenti dovranno prepararsi a possibili ritardi o addirittura alla sospensione totale del servizio di trasporto pubblico nelle fasce orarie indicate, con un impatto significativo sulla mobilità cittadina per la giornata di giovedì gennaio. È consigliabile monitorare attentamente i canali ufficiali di ATM per aggiornamenti in tempo reale.