di Francesco Pelizzari - 26 novembre 2019

Volkswagen, un Maggiolino per amico

A un giovane del 1980 serve un’auto per spostarsi durante la leva militare. Deve costare poco e funzionare. Proprio le qualità del “Beetle”! Diventano inseparabili: 39 anni insieme, tra uso quotidiano, viaggi e gare. In copertina su Automobilismo d’epoca di novembre

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Quante storie può avere un Maggiolino? Infinite. Ne hanno fatti oltre 23 milioni di esemplari (i registri dicono 23.529.464 per l’esattezza), tra il 1938 e il 2003, ciascuno di quelli chissà da quante persone può essere stato usato. Proprietari che l’hanno usato per viaggiare, conoscere luoghi e persone, far parte di un gruppo, sognare, manifestare idee politiche, amare. Il Maggiolino è sopravvissuto a una guerra mondiale, e nella distruzione totale che essa ha lasciato è stato un motore di rinascita e prosperità. Ha accompagnato la nascita e la crescita di intere generazioni di famiglie in tutto il mondo, come il più affidabile dei servitori, chiedendo indietro sempre molto meno di quello che ha dato. È stato automobile da corsa, dragster e auto da rally, attore protagonista al cinema e mezzo anfibio, simbolo del Sessantotto e sinonimo di libertà. Se qualcuno dicesse che è stato sulla Luna, probabilmente andremmo a verificare, perché con il Maggiolino non si sa mai. Oggi continua a vivere nella passione di milioni di appassionati, che lo usano, si incontrano, ci viaggiano, lo trasformano, lo vivono, tutto come allora. È perfino riuscito nella non consueta impresa di trasmettere la sua fortuna a chi è venuta dopo, la Golf, che l’ha perfino aumentata, superando i 30 milioni di esemplari in quarant’anni. Ma senza prenderne il posto in altrettanti cuori, come ha fatto il Maggiolino. Lui è unico.

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