x

Sempre in contatto con la tua passione?

Iscriviti alla newsletter

“Beppina”, la 2CV di famiglia che vive… 2 volte!

22 giugno 2016
a cura della Redazione
  • Salva
  • Condividi
  • 1/5
    Una Charleston distrutta dal tornado che lo scorso anno colpì la zona di Venezia, è stata restaurata e restituita alla proprietaria. E potrà tornare a essere oggetto della fantasia di decine di bambini

    “Beppina”, la 2CV di famiglia che vive… 2 volte!

    Era l’8 luglio del duemilaquindici quando un autentico tornado colpì l’area di Venezia.

    Tra i borghi più colpiti, quello di Cazzago di Pianiga, nei pressi di Mirano, che ospita il “Club dei Piccoli”, un asilo amorevolmente curato da due educatrici: Marta (la figlia) e Donatella (la madre).

    Nel 1982, Donatella riceve in regalo dal marito l’auto dei suoi sogni: una Citroën 2CV Charleston, con cui ha attraversato l’Italia e l’Europa, tra corsi di formazione, gite e vacanze e soprattutto il mezzo per il quotidiano spostarsi dalla sua abitazione ai vari asili dove si è occupata di generazioni di bambini.

    La Charleston, battezzata “Beppina” da grandi e piccini, è diventata rapidamente un membro della famiglia di Donatella, tanto che anche la figlia Marta ha imparato a guidare grazie a “Beppina”, legando i suoi ricordi di gioventù alla stessa piccola Citroën.

    Poi l’imponderabile. Dopo trentatré anni di onorato servizio, l’otto luglio dello scorso anno un tornado si è abbattuto su Venezia, colpendo più duramente proprio nella zona dove sorge l’asilo di Donatella e Marta. “Beppina”, come sempre, era parcheggiata lì, a metà strada tra il vialetto dell’asilo e la fantasia dei bambini che da generazioni ne riproducono le linee nei loro disegni.

    Il tornado l’ha presa, sollevandola a cinque metri da terra e spostandola di quasi un isolato, accartocciandola, sbattendola a terra assieme a rami dei pini mediterranei che ornano la costa e altri rottami di ogni genere.

    “Beppina” era lì. Su un fianco, le ruote piegate in maniera innaturale, il cofano anteriore strappato via e mai più ritrovato, i vetri infranti, la carrozzeria deformata.

    Quando il sole è tornato a splendere, i giornalisti e le autorità hanno raggiunto il luogo dello sfacelo.

    “Beppina” è diventata una star, per qualche giorno.

    Era il simbolo del tornado. Lei, così riconoscibile, rossa e nera. Si vedeva da lontano, anche ridotta così, che lei era stata una fiera Charleston: una tra le più ambite 2CV (e dire che tra 2CV e derivate, ne han fatte più di cinque milioni). Tutti, autorità e passanti, hanno voluto fotografarsi accanto a “Beppina”.

    Così le foto di “Beppina” accartocciata hanno fatto il giro di internet e, mentre Marta e Donatella interrogavano esperti ed appassionati per capire come riportare in vita “Beppina”, ottenendo solo il consiglio di buttarla via o venderla per pezzi (una pugnalata, per Marta e Donatella), la notizia della Charleston colpita dagli elementi ha fatto il giro del web ed è arrivata alla “mamma” della piccola 2CV: Citroën Italia.

    Certo era un caso unico: due persone legatissime alla loro 2CV, Marta e Donatella, che avrebbero dovuto rinunciare per sempre ad un’amica come “Beppina”, addirittura vendendola a pezzi.

    Cosa fare? La soluzione era una sola.

    “Pronto? Parla Citroën Italia, abbiamo saputo di quanto è accaduto alla vostra 2CV, vorremmo essere d’aiuto”.

    Così, pochi giorni dopo il tornado, da Cazzago è passato un carro attrezzi che ha portato la piccola ferita in una delle “cliniche specialistiche” che sorgono in Italia. A Beinette, per la precisione, da Franco Grosso, che -tra l’altro- è presidente del più grande club 2CV italiano.

    Citroën conosce Franco, che di professione è carrozziere ma la sua missione nella vita è salvare 2CV.

    “Possiamo recuperarla?”, ha chiesto Citroën. “Certo, ma ci vorrà tempo e tanti pezzettini” ha risposto Franco.

    Così l’operazione è partita, con la Casa madre che ha coperto i costi e Franco che ha fatto un lavoro certosino, donando anche la nuova scocca servita a far da base al restauro.

    Oggi, diciassette giugno duemilasedici, Marta e Donatella hanno avuto una sorpresa.

    “Beppina” è tornata, più in forma che mai, lucida come lo era stata nel 1982, con capote, interni, carrozzeria, fanali, tutto nuovo e tirato a specchio.

    Il motore, quello non s’era mai fermato: il piccolo bicilindrico Citroën era tornato a ruggire solo attaccandolo alla batteria ed il suo rombo, così caratteristico, era stato sufficiente a far dire a Franco… “Dai, è viva: salviamola!!!”

    Buona strada piccola “Beppina”, buona strada alla 2CV che visse due volte.

     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Sposta