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Il premio “Insegna HP” 2017 in memoria di Carlo Abarth

14 ottobre 2017
di Luca Gastaldi
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  • 1/11 1964 Rallye del Sole di Mezzanotte (poi Rallye di Svezia) con Squadra HF
    Torna dopo 40 anni dall’ultima edizione il riconoscimento che fu dato anche a Enzo Ferrari e Carlo Chiti
    Il 18 novembre a Bagno a Ripoli torna a vivere un piccolo grande pezzo di storia

    Il Piccolo Museo delle Auto “Bruno Zavagli” e la Scuderia Clemente Biondetti ripropongono il prestigioso riconoscimento “Insegna HP”, in passato assegnato a personaggi illustri quali Carlo Chiti, Enzo Ferrari e Giovanni Canestrini, e a istituzioni come l’Automobile Club Firenze. L’edizione 2017 -che ritorna dopo oltre quarant’anni con l’intento di sviluppare la cultura e la conoscenza storica dell’automobilismo e curarne la conservazione della memoria- celebrerà la figura di Carlo Abarth per le competenze tecniche e la passione che lo hanno legato al nostro Paese e lo hanno reso uno dei più grandi ambasciatori nel mondo delle eccellenze italiane.
    A ritirare l’Insegna HP 2017 sarà Anneliese Abarth nel corso dell’evento in programma sabato 18 novembre alle 10.30 presso “Villa gli Olmi” di Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze. Insieme alla signora Abarth saranno presenti il tecnico Antonio Tomaini (che iniziò la sua carriera in Abarth per poi passare in Ferrari e Alfa Romeo) e Gianfranco Palazzoli, con i quali si rivivranno le imprese sportive più entusiasmanti firmate dallo Scorpione. Moderatore dell’incontro sarà il giornalista e scrittore Luca Gastaldi e nell’occasione verranno schierate le vetture storiche più rappresentative marchiate Abarth, stradali e da competizione.
    Tutte le informazioni sul sito www.palamuseo.com.
    Il “Piccolo Museo delle Auto - Bruno Zavagli” è un’associazione ONLUS costituita nel 2015 per ricordare il toscano Bruno Zavagli, figura di spicco dell’automobilismo sportivo tra gli anni ’60 e ’70. Gentleman driver per la Scuderia Mediolanum e la Scuderia Clemente Biondetti (che contribuì a ricostituire nel 1957), nel 1961 - sui più moderni indirizzi apportati nel mondo delle corse dall’amico Mario Angiolini, fondatore e dinamico dirigente della scuderia “Jolly Club” di Milano - fondò la Squadra Piloti Toscani Bardahl che presto perse il limite territoriale per diventare solo Squadra Piloti Bardahl.
    Si impegnò nel vivace dibattito, nato in quegli anni tra Commissione Sportiva Automobilistica Italiana (CSAI), Automobile Club d’Italia (ACI), Associazione Nazionale Corridori Automobilistici d’Italia (ANCAI) e Federazione Italiana Scuderie Automobilistiche (FISA), sulla definizione delle regole e dei poteri tra le varie istituzioni del mondo delle corse cui contribuì da dirigente, da giornalista e da ultimo anche da Vice Presidente della FISA nella presidenza di Elio Zagato.
    Nel 1965, grazie ad un accordo con Abarth, dette vita ad un programma di corse in Europa che consentì ai propri piloti – Ignazio Giunti, Mauro Cintolesi, Alessio Monselles, Silvano Stefani, Giampaolo Caroli – di mettersi in mostra in campo internazionale e far conoscere la Squadra Piloti Bardahl in Svezia, Francia, Svizzera e Germania.
    Fu così che nel 1966 costituì l’European Racing Team della Squadra, che vide correre e vincere nei campionati stranieri piloti esteri con i colori della scuderia fiorentina: Piko Troberg, Boo Johansson, Leif Englund e Harry Kallstom in Svezia; Ballot Lena, Pierre Maublanc, Jean Clement, Jean Alesi, Francis Thomas, Renè e Yvette Barone, Freddy Canin, Daniel Rouveyran, Jean Ragnotti in Francia; James Fortmann, Pieter Urs Dietrich e Pierre Kapp in Svizzera e Germania.
    Partecipò appassionatamente con gli altri entusiasti fiorentini - Pasquale Borracci e Amos Pampaloni i più trainanti - al progetto del Circuito del Mugello e alla sua realizzazione e, alla chiusura della Squadra Bardahl a fine 1969 per il mancato rinnovo della sponsorizzazione da parte della Bardahl Oil Co. , fu di nuovo in prima linea per la costituzione della “Firenze Corse Biondetti”, nata nel 1970 dalla fusione con la Scuderia Clemente Biondetti, e della quale fu presidente dal 1971 al 1975.

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