di Luca Gastaldi - 15 November 2017

Big Five: da un’idea del MAUTO di Torino, una rete dei principali musei europei

Ne fanno parte anche i musei di Beaulieu, Mulhouse, Brussels e Lowman de l’Aia
In Belgio il prossimo fine settimana la prima manifestazione pubblica del gruppo, preludio al Motor Show di Bologna
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  • 1/4 Il presidente del MAUTO Benedetto Camerana (a sinistra) e il direttore Rodolfo Gaffino Rossi.
    • OM 469 N (1922)

      È la versione sportiva della vettura costruita nel 1922 dalla OM (Officine Meccaniche) di Brescia e rimasta in produzione fino al 1934. Vinse nella categoria 1500 la Coppa delle Alpi e i circuiti del Garda e del Mugello durante la stagione sportiva 1922. Nella sigla “469” sono indicati, con la prima cifra, il numero dei cilindri del motore, con le altre due la misura dell’alesaggio.

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    • FIAT mod. 520 (1928)

      Modello di classe medio-alta con motore a 6 cilindri e valvole laterali, è capostipite di una lunga serie di vetture Fiat a 6 cilindri. La “520” è anche la prima automobile italiana con la guida a sinistra. Costruita fra il 1927 e il 1929 in oltre 20.000 esemplari, era disponibile nelle versioni torpedo, berlina, cabriolet, spider e taxi. La berlina costava, al momento del lancio, 31.000 lire. Questa vettura è appartenuta a donna Virginia del Bourbon, sposa di Edoardo Agnelli e madre di Gianni e Umberto Agnelli.

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    • Cisitalia 202 SMM Spider Nuvolari (1947)

      Progettato sotto la direzione dell’ingegnere Giovanni Savonuzzi, responsabile tecnico della Cisitalia dal 1945 al 1948, lo spider denominato Nuvolari in omaggio al grande pilota mantovano che lo guidò nella Mille Miglia del 1947, è un esempio di impostazione stilistica quanto mai originale. La scocca è interamente in alluminio, con le pinne aerodinamiche appena accennate sui parafanghi posteriori. Ne furono costruiti circa 20 esemplari tra il 1947 e il 1948 e quello esposto è uno dei circa 10 tuttora esistenti.

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    Il coronamento dei tanti sforzi fatti e del gran lavoro svolto per portare il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino ad un consolidato livello internazionale, dopo la riapertura avvenuta nel 2011, lo si potrà concretamente ammirare in occasione del salone InterClassics, in programma a Brussels il prossimo fine settimana (17-19 novembre). Grazie all’impulso del Mauto e del suo direttore Rodolfo Gaffino Rossi, infatti, è stata creata una rete internazionale che vede protagonisti i cinque più importanti musei europei dedicati all’automobile. L’iniziativa, battezzata Big Five, ha l’obiettivo di valorizzare e comunicare a livello europeo il patrimonio storico, la pianificazione di progetti condivisi e la collaborazione sinergica per mostre ed eventi dei cinque musei “associati”. Oltre al Mauto, fanno parte della rete il National Motor Museum di Beaulieu (Regno Unito), la Cité de l’Automobile/Schlumpf Collection di Mulhouse (Francia), l’Autoworld Museum di Brussels (Belgio) e il Louwman Museum dell’Aia (Olanda).
    A InterClassics ognuno esporrà -all’interno del padiglione collettivo “THE BIG FIVE” (Sala1)- tre capolavori della propria collezione: un’automobile significativa per il proprio Paese, una vettura simbolica per il Museo e, infine, un esemplare da competizione. Il Museo Nazionale dell’Automobile sarà presente con una Fiat 520 del 1928, la Cisitalia 202 SMM Spider Nuvolari del 1947 e la OM 469 N del 1922. Sarà dunque un’occasione unica, per gli appassionati di tutto il mondo, di vedere per la prima volta tutte insieme le vetture più rappresentative delle prestigiose collezioni europee.
    Terminato l’impegno in Belgio, la tournee del Mauto proseguirà in direzione Bologna per un’esposizione al Motor Show (2-10 dicembre). Su questo palcoscenico verranno presentate quattro vetture da corsa, simbolo della collezione del museo: la Temperino 8/10 HP del 1920, la Monaco-Trossi del 1935, la Itala 11 del 1925 e la Monaco-Nardi Chichibio del 1932. Quest’ultima sarà protagonista delle operazioni di restauro eseguite in diretta nello stand.

    www.museoauto.it

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