a cura della Redazione - 21 novembre 2018

Dalla Miura alla Porsche 918: la storia delle supercar all’asta, con la benedizione di una Ferrari 290 MM

Al Museo Petersen di Los Angeles l’8 dicembre un catalogo straordinario con i modelli principali di “auto da corsa targate”. Un segmento nato dalle Sport anni Cinquanta, come la “star” dell’incanto, protagonista del mondiale Marche 1956/57
  • Salva
  • Condividi
  • 1/13 Ferrari 290 MM Scaglietti 1956

    L’8 dicembre prossimo al Museo Petersen di Los Angeles si terrà un’asta di RM Sotheby’s dal tema molto suggestivo e che non mancherà di attirare collezionisti da tutto il mondo.
    Il catalogo di circa 70 lotti propone il tema centrale della evoluzione delle supercar, genere di auto sportiva nato, si ritiene pressoché universalmente, con la Lamborghini Miura che nel 1965 pose nuovi standard di stile e prestazioni nel mondo delle automobili di elevate prestazioni: auto da corsa targate e omologate per l’uso stradale. L’esemplare di Miura proposto è una P400 SV del 1971, telaio #4912, la sola SV prodotta nell’abbinamento di colori Blu Medio per la carrozzeria e pelle blu interno, una di cinque esemplari con singola pompa dell’olio, venduta nuova in USA con condizionatore d’aria; stima 2,1-2,5 milioni di dollari.
    Due lotti rappresenteranno la sfida delle sfide, quella tra Ferrari e Porsche, che negli anni ’80 si misurarono anche in questo particolare segmento di mercato, rispettivamente con la F40 e la 959. La Ferrari del 1989 fu consegnata nuova a Stefano Casiraghi, marito della principessa Carolina di Monaco, con finestratura in plexiglas e porta sullo strumento soltanto 4000 km (stima 1,2-1,6 milioni di dollari). La Porsche è un esemplare in versione Komfort, del 1987, stimata tra 950mila e 1,1 milioni.
    A metà anni Duemila il mondo delle supercar conobbe un’ulteriore accelerazione con la Porsche Carrera GT del 2005: al Museo Petersen è offerto un esemplare in colore Nero Basalto Metallizzato, con interni in pelle Terracotta (700-900.000 dollari). Le fa da contraltare la risposta USA: una Ford GT del 2006, come nuova (6 miglia percorse), una di 69 prodotte in colore Speed Yellow (300-350.000 mila dollari).
    Si arriva così all’ultima evoluzione, quella delle supercar ibride, rappresentata dalla Porsche 918 “Weissach” Spyder del 2015, da 887 Cv, in livrea Martini Racing, per la quale si stima un prezzo di aggiudicazione di 1,5-1,7 milioni. Sua rivale di riferimento, la McLaren P1 del 2015, anche questa pressoché nuova, con poche centinaia di miglia percorse, dotata del pacchetto di optional McLaren Special Operations (stima 1,3-1,7 milioni).
    Se vi state chiedendo quali fossero le progenitrici delle supercar, è presto detto: le GT e Sport degli anni Cinquanta/Sessanta, come la Ferrari 290 MM del 1956 che fa parte dello stesso catalogo. Si tratta di un esemplare ufficiale, schierato dalla Scuderia di Maranello nel campionato del mondo Marche del 1956 e 1957 e pilotato da Fangio, Collins, Hill, von Trips, Gendebien, Castellotti. Telaio #0628, motore V12 Tipo 130 di 3.490 cc con preparazione completa originale, debuttò con specifiche tecniche “860 Monza” (quindi motore 4 cilindri Lampredi) poi trasformata nel 1957 in “290” disputò tutte le gare più importanti dell’epoca prima di essere venduta ad un privato che la iscrisse alla Bahamas Speed Week per Stirling Moss, il quale vinse entrambe le gare disputate nell’occasione. Ovviamente questa Sport di Maranello sarà il lotto più atteso, e quello per il quale è attesa la quotazione più elevata: la stima è tra 22 e 26 milioni di dollari.
    www.rmsothebys.com

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Guida all'acquisto