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28 February 2023

Fiat Otto Vu Zagato

In totale ne hanno fatte soltanto 114, ma quasi un quarto di esse sono state carrozzate da Elio Zagato, che da buon pilota ne ha realizzato un’interpretazione 100% GT. Vale a dire le auto tipiche dei gentleman driver dell’epoca

Tanto per cominciare, è abbastanza straordinario che Otto Vu esista, dato che Fiat era un produttore di grande serie negli anni Cinquanta, esattamente come lo è oggi. La 8V fece grande scalpore quando fu lanciata all’Auto Salone di Ginevra nel marzo del 1952, ma dovette essere anche un’amara delusione per il dipartimento finanziario della Fiat, dal momento che non si avvicinò nemmeno lontanamente ai numeri di vendita a cui erano abituati a Torino. Una produzione totale di soli 114 esemplari rimarrà meno della metà della produzione di una Topolino - in un solo giorno!

Quintessenza di Gran Turismo

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All’inizio degli anni Cinquanta la Fiat si stava ancora riprendendo dagli effetti della Seconda Guerra Mondiale, ma era ottimista per il futuro. Per diventare un gigante automobilistico e industriale, mirava ad una posizione di rilievo anche nel segmento delle auto di lusso, in particolare negli Stati Uniti, dove l’industria automobilistica era in piena “esplosione”.

Quindi questa avventura iniziò cercando un aiuto esterno per lo sviluppo di un motore V8 che non era certo nelle corde della Casa torinese. Si rivolse dunque a un produttore di parti speciali, la Società Italiana Auto Trasformazioni Accessori - Siata.

In un secondo tempo, però, la direzione Fiat annullò il progetto di una berlina di lusso a quattro porte, ma ormai il motore era pronto. L’ingegnere Dante Giacosa, responsabile della progettazione, mai e poi mai avrebbe cestinato il progetto di un V8 fatto e finito. Quindi mise in atto un piano ancora più ambizioso: realizzare una sportiva concorrente di Alfa Romeo 1900 e Lancia Aurelia nelle competizioni della classe Gran Turismo fino a 2.000 cc. Il risultato fu una coupé soprannominata “Otto Vu”, e questo nome fu scelto perché all’epoca la Fiat - erroneamente - credeva che Ford avesse registrato il nome V8. Il designer Luigi Rapi aveva realizzato una carrozzeria in acciaio molto bella, ma dopo soli 34 esemplari, Fiat iniziò a vendere gli autotelai in modo che i proprietari potessero farli carrozzare a proprio piacimento..

Nomi come Pininfarina e Vignale furono ben felici di accontentare i proprietari, così come Ghia, con il magnifico stile Supersonic progettato da Giovanni Savonuzzi.

Ma fu Zagato a realizzare la linea più riuscita, almeno per i gusti del pubblico, che dimostrò di preferirla nettamente alle altre, realizzandone 26 esemplari; pochi, in senso assoluto, ma molti se si pensa alla produzione totale di 114 pezzi.

Quando la produzione cessò, nel 1955, rimasero tra l’altro almeno 86 motori senza una collocazione. La maggior parte di essi tornò quindi alla Siata, che peraltro in precedenza ne aveva già montato uno, abbinato a un cambio manuale a quattro velocità, su un proprio telaio prototipo con sospensioni indipendenti sulle quattro ruote. Anche quel prototipo in origine era stato progettato per Fiat: si chiamava 208S - per 2 litri, 8 cilindri, Sport – e ottenne un discreto successo, tanto che la sua fama arrivò perfino a Hollywood, dove anche l’appassionatissimo Steve McQueen ne acquistò una che definì la sua “piccola Ferrari”.

Pronta gara

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La relazione tra Zagato e la Fiat 8V comincia quando arriva la commessa del concessionario Fiat milanese Ovidio Capelli, che essendo un pilota dilettante vuole una carrozzeria leggera per la sua Otto Vu numero 000002. La prima carrozzeria realizzata per questo autotelaio mostrò risultati talmente promettenti nelle gare disputate nei due anni seguenti da indurre Zagato a realizzare una piccola produzione di questa Otto Vu.

Al Salone di Torino del 1954, presso lo stand del carrozziere milanese, viene dunque presentata una variante modificata della vettura, di cui saranno costruiti 26 esemplari, coerentemente con l’esperienza di Elio Zagato, appassionato pilota. Questo esemplare particolare, tuttavia, non ha una storia di gare, non nel suo periodo perlomeno, ma è stata usata in qualche evento competitivo per auto storiche.

Il telaio numero 000076 protagonista di questo servizio fu invece inviato dalla Fiat a Zagato all’inizio di maggio del 1954 e fu verniciato di verde smeraldo, lo stesso colore scelto per il restauro a cui è stato sottoposto qualche anno fa. La documentazione mostra che la vettura fu immatricolata all’inizio di agosto del 1955, a nome della Società Nazionale Olii Minerali di Torino. Le prime esperienze agonistiche avvennero invece negli anni ‘70, alla Bressanone-Sant’Andrea del 1976, alla Coppa Città di Varano del 1977, e al Trofeo Caschi e Coppa Velocità del 1978 a Monza.

Quando Gianfranco Pittarel diventa proprietario del telaio n. 000076 negli anni Ottanta, e partecipa invece alla Mille Miglia non meno di otto volte.

Peso bilanciato

L’apertura della porta in alluminio fa automaticamente crescere la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Mi trovo così nel sedile avvolgente, all'interno di un abitacolo spoglio, che offre soltanto ciò che serve per la guida.

Avviare il motore è facile come spingere la chiave al centro del cruscotto e gli otto cilindri tossiscono e si stabilizzano con un minimo leggermente ruvido, richiedendo accelerate ritmate per evitare che si spenga. Il motore da 1.996 cc, con un insolito angolo di 70°, suona leggero e agile, non pesante e profondo come un V8 americano. Sebbene non agile come una Siata 208S, la Otto Vu di Zagato offre emozioni in abbondanza, facendomi immaginare quanto dovesse essere impressionante negli anni Cinquanta, quando la maggior parte delle auto normali non riusciva nemmeno superare i 100 km/h. Con uno sterzo non molto diretto, ma molto comunicativo, e il perfetto bilanciamento del (poco) peso, questa Zagato si guida proprio come ti aspetti da un’auto sviluppata con il pensiero rivolto alle corse. Il motore Tipo 104 offre prestazioni molto interessanti, con una forza da non sottovalutare: questo esemplare monta il V8 da 127 CV, l’evoluzione più potente nella storia del modello.

Non ci vuole perciò molta fantasia per immaginare di sfrecciare lungo polverose strade di campagna italiane, seguiti da vicino da una Ferrari V12 a tutto gas, sulla strada che porta a un traguardo immaginario in un pittoresco villaggio affollato da spettatori esultanti.

In quel periodo, le Otto Vu Zagato come questa vinsero la proprio classe alla Targa Florio del 1955 e alla Mille Miglia del 1957, come pure nel Campionato italiano del 1956, sempre nella classe fino a 2000 cc. .

Scheda tecnica FIAT OTTO VU ZAGATO (1954)

Motore Fiat, tipo 104.004, 8 cilindri a V di 70°, anteriore longitudinale, basamento in ghisa, teste in lega leggera, albero motore su 3 supporti di banco Alesaggio e corsa 72 x 61,2 mm Cilindrata 1996 cc Rapporto di compressione 8,75:1 Potenza 127 CV a 6.600 giri Coppia 14,9 kgm a 3.600 giri Distribuzione un albero a camme centrale nel basamento azionato da ingranaggi, 2 valvole in testa per cilindro, aste e bilancieri Alimentazione due carburatori invertiti quadricorpo Weber 36 DCF 3 Accensione a bobina e spinterogeno Lubrificazione forzata con pompa a ingranaggi Raffreddamento ad acqua forzata Impianto elettrico 12 V Trasmissione Trazione posteriore Frizione monodisco a secco a comando meccanico Cambio a 4 marce + RM, 2^, 3^ e 4^ sincronizzate Ruote a raggi Rudge-Withworth Pneumatici 165x400 Corpo vettura Telaio tipo 106, longheroni tubolari in acciaio collegati da traverse, scocca secondaria in acciaio su cui sono saldati i pannelli d’acciaio della carrozzeria Carrozzeria berlinetta a due porte, due posti Sospensioni a ruote indipendenti, bracci oscillanti trasversali sovrapposti, barra stabilizzatrice, ammortizzatori e molle elicoidali racchiusi in uno scatolato a bagno d’olio, posteriori con due ammortizzatori supplementari a doppio effetto, barra stabilizzatrice Freni idraulici a tamburo Sterzo a vite e rullo Dimensioni (in mm) e peso Passo 2.400 Carreggiata anteriore e posteriore 1.290 Lunghezza 4.040 Larghezza 1.570 Altezza 1.290 Peso in ordine di marcia 997 kg Prestazioni Velocità massima 190 km/h

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